Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Pietre contro le auto in movimento, condannati in abbreviato i due 20enni

Condannati, con pena sospesa, Alessandro Cavallo e Antonio Sebastien Dell’Anna, i due giovani che a maggio aggredirono gli automobilisti su via Adriatica. Il reato di tentata rapina riqualificato in violenza privata

LECCE – Sono stati condannati a 1 anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa), Alessandro Cavallo e Antonio Sebastien Dell’Anna, i due 20enni leccesi che sul finire di maggio aggredirono gli automobilisti in transito in via Adriatica, nei pressi di una rotatoria, non lontano dalla motorizzazione civile, forse per tentare di rapinarli. Un assalto tanto più folle nella dinamica e pericoloso, se si considera che nell’occasione, la banda – formata da quattro giovani, due dei quali si dileguarono all’arrivo della polizia – non avrebbero esitato a lanciare pietre contro i veicoli, danneggiandone seriamente uno.

L’arresto avvenne nella notte fra il 23 e il 24 maggio. Furono gli agenti di polizia della sezione volanti ad ammanettarli, dopo telefonate giunte al 113 e al 112, a pochi minuti di distanza l’una dell’altra, ad opera di due distinte vittime. Il pubblico ministero Giuseppe Capoccia, il mese scorso, ha chiesto e ottenuto decreto di giudizio immediato per Cavallo e Dell’Anna, seguito a sua volta dall’istanza di rito abbreviato formulata dagli avvocati difensori dei ragazzi, Luigi Rella e Anna Schiavano. L’udienza per valutare la richiesta dei legali era stata fissata per oggi. E il gup Antonia Martalò ha emesso la sentenza di condanna nei loro confronti. I due dovranno anche risarcire le parti civili. L’accusa ipotizzata nei loro confronti, tentata rapina e danneggiamento aggravato in concorso, è stata riqualificata in violenza privata. 

Volanti - CAVALLO Alessandro-3-2-2In quella tiepida sera di maggio, intorno alle 22, un 60enne leccese telefonò al 113, segnalando la presenza di diversi giovani nelle campagne intorno a via Adriatica. Uno di questi sbucò nel buio, parandosi in mezzo alla via e urlando: “Fermati”. Fu in quel momento che intravide le sagome di altri tre giovani, uno dei quali a bordo di uno scooter, senza casco, che, affiancandolo, iniziò a sferrare calci contro la portiera del lato di guida. L’uomo, una volta riuscito a scappare, sporse subito denuncia, nominando suo legale difensore l’avvocato Giuseppe Lombardo. 

Volanti - DELL'ANNA Antonio-3-2-2Risale invece alle 22,15 la seconda telefonata di soccorso (questa volta al 112), effettuata da un 57enne di Surbo che, proprio all’altezza della rotatoria, mentre stava per imboccare l’uscita per rientrare nel suo paese a bordo di una Fiat Uno, vide sbucare dalla vegetazione due giovani, uno dei quali, piuttosto alto e corpulento, armato di bastone e l’altro che reggeva in mano un grosso masso. Non fermandosi, esattamente come la prima vittima, fu bersagliato dalla pietra, che sfondò il lunotto posteriore. E mentre prendeva velocità per allontanarsi ed evitare guai peggiori, intravide altri due complici su di uno scooter, che l’avrebbero inseguito per un tratto, almeno fin quando l’uomo non arrivò all’altezza del centro sportivo Out Line, infilandosi nel parcheggio privato. Nel frattempo, però, era arrivata in zona la polizia che era riuscita a bloccare due della banda, arrestandoli. 

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