Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Surbo

Oltre 4 chili di cocaina e pistole, arriva la sentenza: 6 anni e 8 mesi di reclusione

Emesso il verdetto nel processo abbreviato che vedeva imputato il 27enne di Surbo arrestato il 21 ottobre del 2023 dagli agenti della squadra mobile di Lecce

SURBO - E’ stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione Francesco Alberto Caroppo, il 27enne di Surbo arrestato il 21 ottobre del 2023, dopo che gli agenti della squadra mobile lo trovarono in possesso di oltre 4 chili (al netto) di cocaina, dai quali si sarebbero potute ricavare circa 30mila dosi,  e due pistole, una calibro 6.35, modello 950B Beretta, di colore nero con matricola abrasa, e una 7.62, munita di caricatore.

La sentenza è stata emessa ieri dal giudice del tribunale di Lecce Marcello Rizzo, nel processo discusso col rito abbreviato, a fronte della richiesta a nove anni invocata dalla sostituta procuratrice Donatina Buffelli.

Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.

Ad ammanettare Caroppo furono i poliziotti insospettiti dall’alta velocità con la quale, intorno alle 9 del mattino, al volante di una Renault Captur, percorreva la strada che da Lecce porta alla marina di Frigole, per poi svoltare per via Padre Agostino Gemelli (strada senza uscita) con una manovra repentina, fermarsi, lasciare l’abitacolo ed entrare in un locale. Bloccato appena rientrato nel mezzo, il giovane, sollecitato dalle domande degli agenti, inizialmente provò a giustificare la sua presenza sul posto, riferendo di un appuntamento sfumato con una ragazza.
Ma nell’immobile, di piccole dimensioni, con un unico accesso e privo di finestre, c’erano diverse confezioni sottovuoto di cocaina e due pistole con relativo munizionamento riposte in alcuni armadietti in ferro, materiale per il confezionamento e una macchina per contare le banconote.
A quel punto, oramai trovato il grosso della droga, prima che si approfondisse la perquisizione veicolare, il 27enne consegnò un’altra confezione di cocaina, dal peso lordo di 117 grammi, occultata sotto il sedile posteriore della vettura. 

Dopo il suo arresto in carcere, durante l’interrogatorio, alla presenza dell’avvocato difensore Luigi Rella, l’indagato ammise le sue responsabilità, raccontando che, dopo la perdita del posto di lavoro, si sarebbe offerto di custodire la droga per conto di un cittadino straniero, ricevendo in cambio 100 grammi di cocaina da poter spacciare autonomamente. 

Il giudice Sergio Tosi tenuto conto dello stato di incensuratezza, della giovane età, e delle dichiarazioni confessorie attenuò la misura  con quella dei domiciliari con braccialetto elettronico.

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