Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

"più fondi, mezzi e uomini per i vigili del fuoco"

I vertici della Cisl si rivolgono alle istituzioni locali e regionali, denunciando il fallimento del sistema di Protezione civile com'è gestito attualmente. "Contro gli incendi serve la prevenzione"

I vigili del fuoco di Lecce in sciopero l'8 giugno scorso, nei pressi della Prefettura

"In rapporto a Peschici, gli incendi della macchia mediterranea in provincia di Lecce, del polmone verde nella zona umida delle Cesine e di tante vaste aree andate distrutte con forti danni all'ambiente, alla flora e alla fauna sembrano essere fatti di secondo livello". E' una denuncia forte quella di Sergio Scalzo, segretario provinciale della Federazione dei vigili del fuoco iscritti alla Cisl di Lecce e dello stesso segretario generale del sindacato, Franco Surano. "L'idea che ci siamo fatta - spiegano - è che alla carenza di pianificazione territoriale da parte degli enti locali è associata una carenza di uomini e mezzi per affrontare in maniera strutturale e sistematica questi temi con iniziative di prevenzione mirate a rendere più efficace ed efficiente la macchina d'emergenza".

I vigili del fuoco lamentano scarsa attenzione alle loro problematiche da parte delle istituzioni, fatto che si riverbera direttamente sulla qualità degli interventi e, soprattutto, sulla possibilità di prevenzione. Per questo la Cisl ricorda alle forze politiche provinciali, regionali ed agli stessi cittadini che l'8 giugno scorso, con una manifestazione a carattere nazionale, anche a Lecce i vigili del fuoco sono scesi nelle strade "per denunciare l'impossibilità di una risposta immediata e proficua alla possibile ed imminente emergenza incendi. A livello locale s'è tenuto un sit-in dinanzi alla Prefettura, incontrando successivamente il prefetto per denunciare le notevoli carenze strutturali e di organico rilevate dalla categoria in provincia di Lecce, ben consapevoli delle grandi difficoltà che si sarebbero incontrate nell'affrontare una stagione estiva preannunciata dagli esperti e dalla Protezione civile come torrida e ad alto rischio di incendi".

"Oggi - proseguono Surano e Scalzo - citando un termine usato dalla stampa locale, queste argomentazioni tornano 'alla riscossa' con le affermazioni del coordinatore della Protezione civile Bertolaso, circa la necessità di ulteriori e ingenti stanziamenti all'indirizzo del volontariato per fronteggiare gli incendi. Per noi, però, non è solo una questione di danaro, che, tra l'altro, occorrerebbe alle unità operative piuttosto che alla Protezione civile, che ha solo un ruolo di coordinamento. L'emergenza fuoco va affrontata a monte, non a valle. E' necessario partire dalla prevenzione degli incendi sul territorio, prevenzione che è inesistente sia nelle aree boscate, sia in quelle incolte e stracolme di sterpaglie e rovi esistenti anche all'interno delle zone cittadine. Inoltre, è fondamentale controllare che ci sia il rispetto di tutte le ordinanze prefettizie e comunali al pari dei decreti in materia di tutela ambientale e che interessano anche colture come uliveti, su cui insistono molto spesso importanti finanziamenti della comunità europea e della stessa Regione Puglia (vedasi il recente stanziamento di 10 milioni di euro)".

"Occorre cambiare il sistema di arruolamento delle forze messe in campo dalle associazioni di Protezione civile per adeguarle all'efficienza già garantita negli altri Paesi europei dove il volontariato è fortemente presente e in grado di prevenire l'insorgere d'incendi su precise ed assegnate aree di competenza collaborando con le amministrazioni locali", spiegano ancora gli esponenti del sindacato. "Queste associazioni sono costantemente informate sulle opere da compiere e sono preposte all'avvistamento 24 ore su 24 ed alla estinzione dei principi d'incendio insistenti sulle stesse aree".

"A nostro giudizio - proseguono -, bene ha fatto il presidente della Regione Puglia Vendola nel chiedere maggior impegno alle associazioni e nel comunicare che verranno ritirati i mezzi a quelle scarsamente impegnate per assegnarli ad altre più meritevoli. Così il Governatore Vendola dimostra la volontà di utilizzare al meglio risorse stanziate in maniera considerevole ma impiegate in modo discutibile: è ovvio, però, che ci aspettiamo seguano i fatti alle parole. Abbiamo parlato di estinzione dei principi d'incendio. Questa condizione è strategica ai fini del contenimento dei danni ambientali, ma bisogna ricordare che il coordinamento di eventi importanti è demandato al Corpo forestale dello Stato (il 1515 di Bari) che ha in dotazione pochi automezzi (spesso in pessime condizioni) e pochi uomini (spesso stagionali che mal conoscono e coordinano la realtà volontaria), che interviene esclusivamente su incendi che interessano aree di macchia mediterranea o aree boscate a partire da fine giugno e solo sino alle 22".

"Le convenzioni regionali Aib (anti-incendio boschive) - spiegano ancora - stipulate con corpo forestale, associazioni di protezione civile, vigili del fuoco, eccetera, hanno avuto inizio in ritardo come ogni anno (intorno alla metà di giugno) coprendo la giornata dalle 8 alle 20 (le 22 per alcuni). Si evince facilmente che per un lungo periodo estivo e per molte ore notturne (considerate altamente a rischio), l'unica istituzione presente 24ore su 24 è quella dei vigili del fuoco. che, però, si muove nelle incancrenite carenze del corpo con l'obbligo di vigilare sulla sicurezza dei cittadini a 360 gradi ponendo le condizioni di probabili insuccessi operativi e mettendo a rischio la sicurezza degli operatori".


"Pertanto il giudizio sulle iniziative intraprese a seguito della devastazione dell'incendio di Peschici è fortemente negativo se non si crea una vera diretta responsabilità territoriale delle amministrazioni locali e degli organi preposti alla vigilanza ed al controllo con conseguente applicazione di sanzioni agli inadempienti. Deve essere ridotto al minimo il precariato - spiegano - connesso a tale attività e in special modo quella dell'estinzione chiedendo allo stato importanti investimenti sulla stabilizzazione del personale anti-incendio che, attualmente, è solo quello Vigili del fuoco carente di oltre 500 uomini per la sola Regione Puglia E' quindi importante ridare le giuste competenze a chi ha la professionalità per assolverle come più volte denunciato e quindi, nel caso degli incendi, ai VV.F. adeguando la flotta aerea del corpo con ulteriori elicotteri che, attualmente, sono pochi e mal distribuiti. Al solito in Italia si cerca di cavalcare l'onda ed infatti sono subito scattate, da parte del Corpo forestale dello Stato, le richieste di ulteriori 1000 uomini, di ingenti stanziamenti ai volontari, la realizzazione della nuova sede della Protezione civile regionale. Ma, quello che è molto strano, è che per coloro che rappresentano la sicurezza nazionale non si sia ancora parlato di seri provvedimenti che pongano fine alle ingerenze politiche e che stanzino importanti risorse economiche al corpo nazionale dei Vigili del fuoco".

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