Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

"Più salute, meno tagli". Sindacati puntano sull'offerta sanitaria di qualità

Cgil, Cisl e Uil contro Emiliano:"Il piano operativo è sbilanciato a favore della componente economica, poco partecipato dai cittadini e mancano le proposte della parte sociale"

CASARANO -Le segreterie generali della Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie Funzione pubblica e pensionati, scendono in piazza per difendere il diritto alla salute dei cittadini pugliesi. Punto di partenza del tour dei sindacati è l’ospedale "Francesco Ferrari" di Casarano interessato dal progetto di ridimensionamento disegnato dalla Regione Puglia.  

Dal piazzale del nosocomio i segretari hanno lanciato la loro proposta al governo di via Capruzzi: rivedere il “programma operativo 2016-2018” - che pare monco di una strategia politica e sociale e sbilanciato a favore delle ragioni economiche - così da riqualificare l’offerta delle prestazioni sanitarie per soddisfare i bisogni di salute espressi dai territori. L'obiettivo? Abbattere sia gli alti indici della mobilità passiva sia le chilometriche liste di attesa.

Nel dettaglio, sulla cartolina firmata dai cittadini e che verrà spedita all’indirizzo del presidente Emiliano, sono fissati i punti imprescindibili per una sanità pubblica di qualità: riqualificazione della spesa, contro sprechi e ruberie; riequilibrio dei posti letti calcolato su base territoriale; riconversione degli ospedali chiusi in presidi territoriali di assistenza (così come originariamente previsto dal piano di riordino ospedaliero, ndr.); assunzioni di personale sanitario per far fronte alla carenza di 9mila posti; affiancamento dell’offerta privata che punti all’eccellenza.

“L’offerta sanitaria non può essere disegnata all’interno di quattro mura con logiche da ragioniere, ma deve diventare un percorso partecipato da cittadini e sindacati – precisa Antonio Tarantino della Uil a margine della manifestazione odierna -. È paradossale il fatto che un governatore di centro-sinistra non dialoghi con quella stessa base sociale che gli ha permesso di vincere le elezioni”.

Gli fa eco il collega della Cgil, Simone Longo: “Chiederemo al presidente Emiliano di puntare anche sull’assistenza medica territoriale, riorganizzando quella rete di servizi che garantiscono il diritto alla salute delle persone fuori dagli ospedali, ma anche di ridurre la mobilità passiva per tutelare gli utenti più esposti e le fasce a basso reddito. Non dimentichiamo poi l’importanza dell’attività di informazione e prevenzione per abbattere i costi della spesa farmaceutica”.

Ma i sindacati del pubblico impiego battono il chiodo, soprattutto, dei livelli occupazionali: “Negli ospedali di tutta la regione mancano 9mila unità di personale. Emiliano vuole assumere 5mila professionisti, ma come farà in queste condizioni di ristrettezza? Non può pensare di gestire la sanità semplicemente tagliando reparti e ospedali”, denuncia Giuseppe Melissano della Cisl.

Un capitolo a parte è quello dedicato alla complessa situazione dei punti di pronto soccorso: “I nosocomi di Galatina, Copertino e Casarano contano un’affluenza di accessi di 90 mila unità che ora dovrebbero riversarsi completamente sull’ospedale di Lecce: possiamo costringere tutte queste persone a percorrere 50 chilometri per arrivare nel capoluogo o dobbiamo aspettare il nuovo ospedale di Melpignano che aprirà nel 2025? Il governo regionale deve intervenire e trovare una soluzione a problemi così importanti, partendo da una strategia diversa”, puntualizza il segretario.

Per queste ragioni i sindacati leccesi hanno organizzato alcune iniziative unitarie sul territorio per prepararsi alla grande mobilitazione regionale che si terrà a Bari il 13 dicembre. I prossimi appuntamenti li vedranno impegnati,  venerdì 9 dicembre,  in piazzetta Bottazzi nei pressi del vecchio “Vito Fazzi” e sabato 10 nei pressi di Porta Rudiae.

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