Furti a raffica in zona Partigiani. Il racconto delle vittime: "Una notte barricati"

Una decina di case svaligiate in pochi giorni in una specifica zona di Lecce. Ieri notte è toccato a una coppia di professionisti in via Pitagora. Hanno trovato portone blindato scardinato e luci accese. Sono entrati con la polizia per paura che fossero ancora dentro. Rubati soldi e gioielli

Lecce, via Pitagora.

LECCE – Una delle sensazioni peggiori è quella, indefinibile, che si avverte quasi a pelle, davanti alla violazione della propria intimità. La prova chi, rincasando, si ritrova le stanze a soqquadro e immagina volti indefiniti e dita sporche che sondano ovunque, fra gli oggetti personali, persino gli indumenti.

La rabbia e la paura, però, a volte si diradano quasi subito. Lo sconforto viene sostituito dalla dignità di chi non intende arrendersi due volte. “Ci hanno consigliato di andare a dormire altrove, almeno fino a quando non avessimo riparato il portone”. Cosa che è stata fatta già questa mattina. Intanto, però, doveva ancora passare una di quelle notti in cui prendere sonno è quasi impossibile. “Piuttosto siamo rimasti in casa, barricandoci con i mobili sull’ingresso”.  

Uno degli scenari visti e rivisti, negli horror di serie B, è quello di torme di zombie assetati di sangue che assaltano le case, con i residenti che, immancabilmente bloccano tutti gli ingressi usando armadi e scrivanie. Pressappoco quello che ha fatto una giovane coppia residente a Lecce, poco più che trentenni. Sposati lo scorso anno, tanti sacrifici. Lui imprenditore nel ramo oleario, originario di Melendugno, lei avvocato, di Lecce.

Abitano in un palazzo di via Pitagora, civico 31, quarto piano. Non lontano da piazza dei Partigiani. Proprio in quella zona, da domenica e fino alle ultime ore, sono state almeno una decina le case svaligiate. Cinque abitazioni addirittura in uno stesso stabile. Polizia e carabinieri girano e pattugliano giorno e notte, una città divisa in quadranti; ma mezzi e uomini sono pochi, come lamentano da sempre i sindacati, e i cittadini hanno i nervi scoperti.

Ieri notte, dunque, è toccato a loro. La paura s’è materializzata in un istante. Usciti dall’ascensore, hanno visto la porta spalancata. Nonostante fosse blindata, i ladri sono riusciti a scardinarla. Prima lo choc, poi un brivido sulla schiena: e se fossero ancora dentro?

Erano le 23, è partita la chiamata alla polizia. Una volante è giunta sul posto. La coppia è entrata in casa solo dopo che i poliziotti hanno svolto un primo sopralluogo. I ladri si erano volatilizzati, portando via soldi e monili. Che poi è quanto vanno cercando di solito. Oggetti di relativo valore, maneggevoli, facili da infilare, per esempio, in una federa.

Marito e moglie hanno spiegato ai poliziotti di essere rimasti assenti da casa, pressappoco, dalle 17 al momento della chiamata al 113. Il furto si colloca in quell’arco temporale, anche se un dettaglio lascia ipotizzare che sia avvenuto, con ogni probabilità, fra le 20,30 e le 21. Questo perché le luci nella stanza da letto erano accese.

L’idea è che spesso i ladri non solo studino un quartiere, ma, a volte, anche i movimenti dei proprietari di una determinata zona. Potrebbero averlo fatto anche questa volta. Nel caso in questione (e nella maggior parte di tanti altri), hanno puntato dritto verso le stanze da letto (ve ne sono tre), tralasciando salone e cucina. Sanno perfettamente che gli oggetti di maggior valore si trovano spesso nei comodini.

Hanno così arraffato circa 150 euro in contanti e diversi gioielli. Fra questi, una collana di un certo pregio della giovane donna, ereditato da una nonna, di valore non solo economico (circa mille euro), ma soprattutto affettivo. E questa è una delle principali afflizioni di chi subisca furti in casa, il vero trauma: non ritrovare più oggetti di famiglia, tramandati da generazioni.

In totale, hanno subito un danno di qualche migliaio di euro, considerando anche quello provocato all’ingresso. “E pensare che appena una decina di giorni addietro altri ladri hanno cercato di rubare nel garage di mio suocero, in via Fiesole”, racconta l’imprenditore. “In quel caso sono però fuggiti, forse disturbati da qualcosa. La serranda è stata comunque danneggiata”.

La strada in questione non è molto lontana, è una di quelle vie sorte alle spalle del mercato di Settelacquare, palazzine e villette di recente edificazione. Sintomatico del fatto che, effettivamente, una o più bande si starebbero concentrando al momento proprio in quest’area di Lecce, al confine fra i quartieri Stadio e Centro.

Occhi aperti, allora, davanti a movimenti sospetti e personaggi sconosciuti, nella speranza che le forze dell’ordine riescano a fare in qualche modo piazza pulita di predoni sempre più affamati del frutto del lavoro altrui. 

I furti, al momento, sono in aumento anche e soprattutto a causa della stagione, che invita molti, compresi coloro i quali hanno ancora magari del lavoro da svolgere in città, a soggiornare nelle marine per diverse ore della giornata.  E se il picco si verifica ovviamente nel week-end, i giorni feriali non sono certo immuni. Questa storia di un mercoledì notte da incubo n’è esempio lampante.

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