Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Materiale pedopornogradico, slitta la sentenza sul consigliere regionale Gianfreda

Il gup Annalisa De Benedictis ha disposto il rinvio sulla base delle evidenti contraddizioni emerse nelle perizie eseguiti dai consulenti tecnici di accusa e difesa. Il prossimo 27 novembre il gup disporrà un nuovo esame

LECCE – Slitta la sentenza del giudizio con il rito abbreviato chiesto da Aurelio Gianfreda, ex consigliere regionale dell'Idv ed ex sindaco di Poggiardo, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Il gup Annalisa De Benedictis ha disposto il rinvio sulla base delle evidenti contraddizioni emerse nelle perizie eseguiti dai consulenti tecnici di accusa e difesa. Pertanto, il prossimo 27 novembre il gup disporrà una nuova consulenza.

La posizione dell’ex esponente politico salentino potrebbe comunque essere sensibilmente ridimensionata dall’altro imputato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne, suo collaboratore, che in un memoriale depositato dal suo legale, l’avvocato Paolo Cantelmo, si è assunto la responsabilità di quanto rinvenuto nello studio professionale condiviso con Gianfreda. Il 57enne ha chiesto di patteggiare una pena di otto mesi.

L'inchiesta, partita da Trento, avrebbe evidenziato la presenza su un pc di materiale fotografico e video contenente scene di sesso con minorenni. Alcuni file-civetta (cioè, appositamente immessi per stanare chi naviga a caccia di tale materiale scabroso, una sorta di trappola) sarebbero stati scaricati su un computer del suo studio d’ingegnere, condiviso con, l’altro indagato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne. La polizia postale, seguendo le tracce informatiche, è quindi arrivata, nel maggio del 2011, anche nel suo ufficio e, dopo una perquisizione, ha sequestrato diversi supporti. In particolare “69 supporti ottici contenenti centinaia di foto e filmati”. Due Dvd furono sequestrati allo stesso Gianfreda, oltre a un pc di Gravante.

Nel corso delle indagini il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Carmen Ruggiero, ha nominato due consulenti, Raffaele Colaianni e Valerio Catino, che hanno analizzato anche il tipo e la modalità degli accessi eseguiti sul router (lo strumento che consente il collegamento alla rete Internet) installato presso lo studio di Gianfreda a Poggiardo. La consulenza dei due periti risulta allegata agli atti d’indagine.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Luigi Corvaglia e Paolo Cantelmo.

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