Vigilessa salentina si suicida con la pistola d'ordinanza in provincia di Ferrara

Alessandra Accoto aveva soli 34 anni. Nata a Poggiardo e residente ad Andrano, dal 2012 risiedeva a Poggio Renatico, dopo aver vinto un concorso. L'hanno trovata due colleghi, allarmati perché alle 10 ancora non si era presentata al lavoro. Sconvolta la piccola cittadina estense, dov'era stimata per serietà e impegno

POGGIO RENATICO (Poggiardo) – Un solo colpo, con la pistola d’ordinanza, alla testa, intorno alle 7 del mattino. E’ morta così, Alessandra Accoto, a soli 34 anni. Nata a Poggiardo ma residente ad Andrano, dal 2012 risiedeva a Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, dov’era agente di polizia municipale. Prima ancora aveva prestato servizio in un altro comune estense, Vigarano Mainarda. 

Sono stati due fra i suoi stessi colleghi a fare la sconvolgente scoperta, quando, intorno alle 10 del  mattino, hanno visto che Alessandra Accoto tardava ad arrivare al lavoro e che al cellulare non rispondeva. E nel soggiorno dell’appartamento hanno scorto il corpo ormai senza vita. La pistola era accanto. La giovane donna aveva una profonda ferita alla testa. 

Non ci sarebbero messaggi scritti per motivare il gesto, come riportano alcune fonti giornalistiche locali (quali Ansa regionale di Ferrara e il sito Estense.com), anche se sembra che la ragazza stesse vivendo un periodo difficile, iniziato dopo la morte della madre, avvenuta un anno addietro. Una tragedia che doveva averla segnata profondamente nello spirito. 
In quell’immobile la giovane abitava da sola. I carabinieri della compagnia di Cento, che hanno svolto i sopralluoghi, fanno risalire l’orario della morte intorno alle 7 perché intorno a quell’ora alcuni vicini avrebbero udito un colpo secco, senza però forse intuire subito di cosa si trattasse. 

Sconvolta la cittadina emiliana, di poco meno di 10mila abitanti, dove la giovane salentina si era ben integrata, facendosi apprezzare per il suo servizio ed entrando nel corpo di polizia municipale ormai a tempo indeterminato. 

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Amante delle moto, come si evince anche dal suo profilo su Facebook, aveva un carattere limpido. Suo fratello, che per lavoro abita a Bologna, ha saputo dal comandante della polizia municipale del terribile epilogo.  

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