Polfer, un'estate di prevenzione negli scali pugliesi: arresti e denunce

Ampio consuntivo degli agenti che operano nelle stazioni e sui treni. Intensificati i controlli per il terrorismo

BARI - Undici arrestati, di cui sette stranieri. Ancora: sessantaquattro denunciati a piede libero per vari reati (ventinove gli stranieri) e 199 sanzioni amministrative elevate. Da aggiungere (numero davvero sorprendente), ventisei persone scomparse e rintracciate, di cui ventitré minori.

La Polfer, con l’estate che ormai volge verso una fine anticipata dalle violente piogge delle ultime ore, inizia a tirare le somme, esibendo i principali numeri delle proprie operazioni.

Mai come in questo momento storico, è importante il lavoro del compartimento di Polizia ferroviaria di Puglia, Basilicata e Molise. Le direttive del Dipartimento della pubblica sicurezza sono chiare, vista la delicata situazione sullo scacchiere internazionale e la recrudescenza di fenomeni terroristici, quest’anno concomitanti con esodo e controesodo estivo. Da qui, una necessaria intensificazione di prevenzione negli scali ferroviari, da sempre zone sensibili, e in quelle vicine, ma anche a bordo dei treni del trasporto regionale e della lunga percorrenza. Controlli svolti anche con unità cinofile antidroga e anti-esplosivo e del Reparto prevenzione crimine.

Dal 1° giugno al 31 agosto, sono state controllate e identificate ben 38mila 931 persone ritenute per qualche motivo sospette. Fra queste, 6mila e 669 stranieri, dei quali quattordici risultati irregolari sul territorio nazionale. Gli agenti hanno anche effettuato 2mila 170 servizi di vigilanza nell’ambito degli scali ferroviari viaggiatori e merci, mentre 150 sono stati quelli specifici di antiborseggio negli impianti delle Ferrovie dello Stato e sui treni.

Su mille e 228 treni viaggiatori del trasporto regionale e della lunga percorrenza diurna-notturna (delle tratte Lecce-Bologna, Bologna-Lecce, Bari-Roma e Roma-Bari) è stata assicurata la presenza di 647 pattuglie della Polfer. Un dispiegamento imponente per assicurare la massima sicurezza ai viaggiatori e agli utenti in genere delle stazioni.

Sono stati, poi, 287 i pattugliamenti lungo le linee ferroviarie per il contrasto dei furti di cavi di rame ai danni delle imprese ferroviarie (fenomeno sempre vivo), con il controllo anche di depositi di materiale ferroso e rottamai, sottoposti a verifica amministrativa. Nell’ambito dei controlli, nella scalo ferroviario di Taranto, il 24 agosto è stato sventato un furto di cavi di rame, che ignoti avevano portato via da un magazzino. Tutta la refurtiva, consistente in circa 70 quintali di rame, è stata recuperata e restituita a Rfi.

A Foggia, invece, il 25 agosto, è stato tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino romeno responsabile di furto aggravato di cavi di rame, rubati dall’Officina manutenzione ciclica di Trenitalia. Anche in questo caso, la refurtiva è stata recuperata.

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L’attività, nel periodo, è stata improntata anche all’assistenza di persone in difficoltà, deboli, senza fissa dimora, che gravitano nell’ambito ferroviario (un vero mondo a parte), e verso i tanti viaggiatori, italiani e stranieri, che si sono rivolti agli agenti per richieste di aiuto per bagagli, documenti, telefoni cellulari, e altri oggetti smarriti, ma anche per essere rassicurati sulle condizioni di sicurezza del trasporto ferroviario in generale.

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