Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Flop dei Comuni sugli oneri per un danno da 32 milioni di euro

La stratosferica cifra nasce dal calcolo del mancato aggiornamento degli oneri d'urbanizzazione e dei costi di costruzione. Nessuno dei 97 Comuni salentini è in regola. Segnalati alla Corte dei conti di Bari ben 197 funzionari

Lecce, Palazzo Carafa.

 

LECCE – Su novantasette municipi, non se ne salva uno. L’operazione “Polis” ha scoperchiato, nella maniera fredda e impietosa dei numeri, inefficienze e falle della macchina burocratica comunale, dal capoluogo al più piccolo dei paesi dell’intera provincia. Per un danno erariale totale da capogiro: 32 milioni 43mila e 306 euro. Una cifra che nasce dal calcolo del mancato aggiornamento degli oneri d’urbanizzazione e dei costi di costruzione.

L’indagine, una delle più complesse degli ultimi anni, è stata portata avanti dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, sotto il coordinamento del tenente colonnello Vito Pulieri. Al termine della vorticosa estrapolazione di numeri, le “fiamme gialle” hanno segnalato alla procura regionale della Corte dei conti di Bari, ben 197 funzionari pubblici fra dirigenti di settore, responsabili d’area ed equiparati, che, a vario titolo, hanno ricoperto ruoli, funzioni o incarichi all’interno dei settori o degli uffici preposti.

L’attività è durata un anno e cinque mesi. Iniziata nell’aprile del 2011, ha interessato tutti i Comuni salentini, ai quali i finanzieri hanno richiesto specifiche informazioni per determinare le entrate derivanti dalla riscossione degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione, e per riscontrare l’ultimo adeguamento deliberato da che ciascun ente.

Il contributo di costruzione – che è una spesa posta a carico del costruttore a titolo di partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione – è, infatti, un’obbligazione contributiva collegata all’emanazione del titolo edilizio da parte dei Comuni. Si compone, per l’appunto, degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione.

La norma prevede che: l'incidenza degli oneri di urbanizzazione debba essere stabilita dai Comuni in base a tabelle parametriche definite da ciascuna Regione (la Regione Puglia vi ha provveduto con legge regionale numero 6 del 12 febbraio 1979, fissando, così, gli adempimenti per l'attuazione della cosiddetta “legge Bucalossi” del 28 gennaio 1977, numero10); che ogni cinque anni i Comuni debbano provvedere ad aggiornare gli oneri di urbanizzazione, in conformità alle disposizioni regionali, in relazione ai riscontri e prevedibili costi delle opere di urbanizzazione, ai sensi dell’articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia; che nei periodi intercorrenti tra le determinazioni regionali, il costo di costruzione debba essere adeguato ogni anno, ed autonomamente, per la variazione dei costi di costruzione accertata dall'Istat (l’ultimo provvedimento della Regione Puglia è rappresentato dalla deliberazione della Giunta regionale numero 2081/2009 con la quale il costo di costruzione è stato fissato in 646,18 euro per metro quadrato).

Immagine 004-3-2Nel corso dell’inchiesta, che ha preso come riferimento temporale il periodo dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2011, la guardia di finanza ha rilevato, in via generale, sebbene con differenze nelle conseguenze, che nessuno dei Comuni del Salento leccese ha proceduto, entro i termini di legge, agli aggiornamenti. E c’è di più: i finanzieri hanno rilevato che diversi Comuni erano fermi con l’ultimo aggiornamento degli oneri di urbanizzazione nientemeno che agli anni Ottanta o ai primi anni Novanta, ovvero che li avevano adeguati solo dopo un ventennio.

Sebbene vi siano stati, comunque, Comuni che hanno proceduto ai dovuti adeguamenti entro i termini di legge previsti, tuttavia, i finanzieri leccesi hanno constatato che tutti, indistintamente, hanno omesso di aggiornare il costo di costruzione, o comunque lo hanno fatto in modo errato. L’entità del danno accertato in capo ad ogni singolo Comune varia da un massimo di 6,6 milioni di euro ad un minimo di poco più di 2 mila euro, con un media di oltre 330 mila euro per Comune.

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