Cronaca

Tecnici di Tap sulla spiaggia dell'approdo: intervengono gli agenti di polizia locale

Proprio in quel punto dal quale dovrebbe partire il tracciato a terra fino al terminale di ricezione erano in corso dei rilievi, alla presenza dell'ingegnere responsabile del progetto di gasdotto. Ma per il Comitato No Tap non ci sono le autorizzazioni necessarie

I tecnici di Tap da una parte e gli agenti di polizia locale con l'ingegnere responsabile dall'altra.

SAN FOCA (Melendugno) – Agenti di polizia locale del Comune di Melendugno sono intervenuti questa mattina in località San Basilio, sul litorale di San Foca dove alcuni tecnici di Tap stavano effettuando delle rilevazioni, probabilmente topografiche. Con loro l’ingegnere Salvatore Volpe, responsabile per il progetto di gasdotto che, attraverso una condotta sottomarina nel Canale d’Otranto, dovrebbe portare 10 miliardi di metri cubi di gas naturale ogni anno dal Mar Caspio all’Europa continentale.

Gli agenti hanno effettuato il sopralluogo - esattamente dove è previsto il punto di approdo su terraferma -in seguito ad una segnalazione da parte del titolare della concessione demaniale interessata. Secondo il Comitato No Tap quel tratto di spiaggia di San Basilio, così come altri punti del tracciato, è escluso dall’autorizzazione prefettizia del maggio del 2014 che autorizza la società all’accesso nelle proprietà coinvolte dalle future attività di cantiere.  

Tutto falso, replica Tap: "Questa attività, che non necessita di alcun genere di autorizzazione, non è in alcun modo connessa con i quattro sondaggi geotecnici in aree sottoposte a vincolo paesaggistico in prossimità della costa, che saranno effettuati non appena saranno rilasciate le autorizzazioni necessarie; il negligente ritardo di questo rilascio da parte dell’Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca  - cui il Comune di Melendugno ha delegato questo tipo di attività amministrativa - è già stato oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte del competente servizio della Regione Puglia, titolare della vigilanza su questo genere di atti".

Al di là del fatto odierno, la vicenda del gasdotto è alle battute finali. Il tentativo di mediazione in corso presso la Presidenza del Consiglio ha pochissime possibilità di successo: c’è solo un Comune disposto a valutare il progetto ed è quello di San Pietro Vernotico (con approdo a Campo di Mare). Nell’ultimo incontro, a Roma, il primo cittadino, Pasquale Rizzo ha chiesto di poter valutare i dettagli e le eventuali compensazioni, per poi aprire un dibattito con la cittadinanza. Sullo sfondo resta anche l’apertura di Otranto, che ha già dato il suo assenso al gasdotto Igi-Poseidon e che auspica la convergenza delle due società su un unico tracciato, quello già autorizzato da anni al gruppo italo-greco. Ma perché questa possibilità sia realistica servirebbe una pressione netta da parte del governo. Servirebbe insomma una scelta politica.

C’è poi un versante giudiziario da tenere in considerazione: l’11 marzo il Tar del Lazio si esprimerà sul ricorso della Regione Puglia che ritiene non eludibile la conformità del progetto alla direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti, esclusa invece dalla procedura. Non a caso il prossimo vertice presso la Presidenza del Consiglio sarà il 16: a quel punto i giudici amministrativi si saranno espressi sulla richiesta di sospensiva e per il governo, in caso di respingimento, sarà un gioco da ragazzi andare fino al via libera finale. Non è un mistero, del resto, che il gasdotto Tap sia considerato strategico per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. 

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