Polizza da 200mila e sospetti: si riapre un caso che sembrava sepolto

Rischiava di finire in un fascicolo con su scritto “archiviato” il procedimento sul presunto raggiro di una 90enne che, diciannove giorni prima della morte, riscattò il denaro per investirlo in fondi euro zone. Il gip ha respinto la richiesta d'archiviazione

LECCE - Rischiava di finire in un fascicolo con su scritto “archiviato” il procedimento sul presunto raggiro di una 90enne che, diciannove giorni prima della morte, riscattò la polizza di quasi 200mila euro per investire il denaro in fondi euro zone. A chiedere alla magistratura di fare luce sull'episodio, avvenuto l'8 maggio del 2014, era stato l'uomo, un 46enne di Maglie, che si era preso cura per molti anni dell'anziana e risultava essere il solo beneficiario (dal 2002) di quella somma.

L'inchiesta resta aperta. Nelle scorse ore, il gip Carlo Cazzella ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Paola Guglielmi, contro la quale si era opposto l'erede, attraverso l'avvocato Arcangelo Corvaglia. E c'è di più. Il giudice non solo ha disposto nuovi accertamenti (che dovranno svolgersi entro 45 giorni) finalizzati a chiarire se la titolare della polizza fosse stata o meno manipolata, ma ha anche indicato al pm su chi puntare i riflettori: un funzionario dell'istituto di credito che, da quanto emerso, si sarebbe recato in più circostanze in casa della 90enne per aiutarla nelle operazioni bancarie.

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Comparirà quindi un nome nel fascicolo d'inchiesta, dove è ipotizzato il reato di circonvenzione di incapace, finora senza indagati. Insomma, saranno le indagini della Procura a chiarire alcune anomalie evidenziate nell'atto di opposizione alla richiesta di archiviazione. Secondo il 46enne, la copia del riscatto non presentava la firma dell'anziana, ma solo il timbro della banca con una sigla illeggibile, ed è inverosimile che, considerando le sue condizioni di salute e l'età, la donna abbia potuto recarsi da sola in banca.

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