Polpette avvelenate nelle aiuole. Morti tre cani

Proteste nel Peep 3 di Gallipoli. Gesto sconsiderato di qualcuno che voleva "eliminare" i randagi. Deceduto anche il cagnolino del presidente di Città Nuova che insorge: "E se finissero ai bambini?"

Quando all'inciviltà non c'è mai fine. O ancora quando l'incoscienza umana supera di gran lunga la soglia si sopportazione di un fastidioso latrato di un cane abbandonato alla sua sorte. Con rituale ciclicità tornano alla ribalta delle cronache salentine i fenomeni di avvelenamento di randagi e degli amici a quattro zampe colpevoli di girovagare senza meta tra le viuzze o i quartieri cittadini. Magari in alcuni casi (sporadici) anche aggressivi, per carità. Ma da qui a pianificare la loro pulizia etnica "sommaria" c'è ne vuole. Eccome. E se poi per mettere in atto l'atroce esecuzione con questi gesti sconsiderati si mette a repentaglio anche l'incolumità degli ignari bambini che giocano per le strade del quartiere e nelle aiuole pubbliche? Accade a Gallipoli, nel popoloso quartiere del Peep 3, la zona di espansione che si ramifica alle spalle dell'ospedale Sacro Cuore di Gesù. E' qui che un paio di giorni addietro le polpette killer hanno fatto la loro ricomparsa. Con la loro potente dose letale appallottolata e pronta a far da esca a qualche randagio poco gradito da qualche residente della zona. Risultato? Tre cani morti stecchiti, di cui due randagi appunto e l'altro un incolpevole cagnetta di un privato che come di consueto passeggiava per le vie del quartiere con il proprio padrone.

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Da quanto si è potuto appurare, forse, il "bersaglio" prestabilito era in realtà un meticcio abbandonato e ormai da diverso tempo presente nella zona alle falde della chiesa di San Gabriele dell'Addolorata che domina l'intero quartiere del Peep 3. Ironia della sorte lo stesso randagio non figura nell'elenco dei tre cani morti. Ad ingerire invece le polpette avvelenate disseminate tra le aiuole dei marciapiedi e nelle vicinanze di qualche abitazione, altri due "compagni" di sventura del meticcio e la piccola cagnolina del presidente dell'associazione "Città Nuova" (attiva nel quartiere) Nicola Ripa. "Purtroppo volevo segnalare questo increscioso episodio" dice lo stesso presidente del quartiere, "che oltre ad colpirmi direttamente per aver perso nel giro di un'ora e mezza il mio cane, rappresenta un pericolo sociale per ulteriore conseguenze che potrebbe malauguratamente causare. Cosa potrebbe succedere infatti se quelle polpette gettate così alla rinfusa per le strade del Peep3 dovessero essere raccolte dai nostri bambini che giocano all'aperto e che colti dalla curiosità potrebbero venire contatto con quelle esche mortali. Il veterinario che ha visitato la mia cagnolina che purtroppo non si è potuta salvare, ha constatato che il quantitativo di veleno, forse stricnina o qualcosa di simile, era elevato. Le mamme nel quartiere sono tutte in fermento. E' vero" spiega ancora Nicola Ripa, "che quel meticcio per strada sta creando qualche problema perchè al passaggio dei ragazzi sui motorini continua ad abbaiare e rincorrerli, ma noi come associazione abbia più volte segnalato il caso alle autorità sanitarie competenti. Non è certo con le polpette avvelenate che si può eliminare il problema...mi dispiace comunque anche per gli altri due randagi che sono morti e che invece erano ormai stati adottati dai cittadini perchè erano docili e tranquilli". L'episodio dell'avvelenamento dei tre cani è stato stigmatizzato anche dall'associazione Argo che gestisce il canile comunale gallipolino.

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