Pornografia minorile, materiale nel pc di un finanziere: arrestato dai colleghi

In forza ad Aosta, 43enne, originario del Leccese, Antonio Russo era già sotto procedimento per altre vicende giudiziarie

AOSTA – Quarantatré anni, originario della provincia di Lecce, maresciallo della guardia di finanza in forza al Gruppo Aosta. Antonio Russo è stato arrestato dai suoi stessi colleghi in seguito a un’indagine avviata dopo una prima inchiesta per una falsificazione di attestazioni rilasciate all’Asl. Il fatto è che, strada facendo, i finanzieri hanno scoperto persino di peggio: possesso materiale pedopornografico.

La notizia è stata diffusa in un comunicato stampa del Comando regionale della Valle d’Aosta, che ripercorre tutte le tappe di una vicenda che definire incresciosa è dir poco.

Le indagini, dunque, erano state avviate già lo scorso anno per altri reati, quando, come detto, era stato scoperto dai colleghi a falsificare le attestazioni rilasciate dall’Asl del capoluogo valdostano. Scopo: beneficiare di periodi di licenza straordinaria.

Ma era nulla, rispetto a quanto i finanzieri avrebbero scoperto andando più a fondo nelle perquisizioni. Estese dal luogo di lavoro alla sua abitazione. Fino a scoprire nei computer e in altri dispositivi informatici, tutti ritenuti nella sua disponibilità, sia prove relative ai reati per i quali era già imputato, sia immagini dall’esplicito contenuto pedopornografico.

Tutto ciò ha fatto scattare un nuovo procedimento penale, coordinato dal sostituto procuratore Lisa Bergamasco, competente per tale tipologia di reati. L’attività di analisi forense su computer, memorie esterne e altri sistemi di archiviazione – spiegano le “fiamme gialle” di Aosta, effettuato anche con l’ausilio di professionisti specializzati del settore, ha permesso di individuare abbondanza di materiale con immagini a sfondo sessuale riferite in maniera ritenuta inequivocabile a minorenni.

I finanzieri hanno individuato anche file di testo contenenti i percorsi per raggiungere siti del dark web, cioè una parte del cosiddetto deep web, la porzione più profonda e nascosta della rete Internet, usata scaricare immagini e visionare video aventi come protagonisti anche bambini in età preadolescenziale. Tutto materiale dal contenuto indicibile, non raggiungibile se non tramite software specifici.

Stando alle indagini, Russo ha anche lasciato traccia sui propri computer delle ricerche testuali effettuate per individuare siti pedopornografici. E questo nonostante svariati accorgimenti per la cancellazione delle tracce della navigazione. Il pubblico ministero, valutato il quadro, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, Alessandra Danieli, la custodia cautelare in carcere, che gli stessi finanzieri del Gruppo Aosta hanno eseguito ieri mattina.

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Il maresciallo Russo, per la prima vicenda penale, era già stato sospeso dal servizio ed è attualmente sottoposto al procedimento disciplinare cosiddetto “di stato”, che va cioè ad incidere anche sull’eventuale permanenza nel Corpo della guardia di finanza. I fatti odierni, che gli stessi finanzieri definiscono “riprovevoli oltre ogni misura”, saranno oggetto di analogo rigore.

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