Cronaca Santa Cesarea Terme

Il paesaggio spettrale dopo l'inferno: 45 ettari bruciati intorno a Porto Badisco

Solo alle 2 di notte il grande rogo alimentato dalle raffiche di tramontana è stato classificato sotto controllo, ma per spegnere tutti i focolai si è giunti alle soglie dell'alba. In tarda mattinata, anche i Canadair. Le fiamme sono arrivate fino a località Fraula di Santa Cesarea Terme. In campo vigili del fuoco, Arif e protezione civile

OTRANTO – La nudità del costone roccioso, spogliato della sua rigogliosa macchia mediterranea, è la prima cosa su cui si sofferma uno sguardo ansioso di capire se sia sia salvato qualcosa. E poi terra bruciata, a perdita d’occhio, e alberi carbonizzati. Un paesaggio a metà fra il lunare e lo spettrale che impietosisce. Solo poche ore prima, questo era uno degli scorci della litoranea più appaganti per l’anima del passante.

Il giorno dopo il grande incendio partito da Porto Badisco, marina di Otranto, ed estesosi fino a località Fraula, dove si segna il confine con Santa Cesarea Terme, la conta dei danni è solo all’inizio e durerà, forse, giorni. Anche perché, spuntata l’alba dal mare, c’erano ancora focolai da spegnere. Già ora, comunque, si è calcolato grossomodo che il rogo abbia interessato all’incirca 45 ettari di territorio.

Video | La lunga battaglia notturna

Una devastazione che si somma a quanto sta avvenendo in questi giorni in tutta Italia, e non solo. E con il problema, quello per gli uomini schierati in campo a fronteggiare il fuoco, di non poter contare questa volta nemmeno sui Canadair, come avvenuto per l’altro, grande incendio della zona, quello che a luglio ha interessato la grande pineta a ridosso dei Laghi Alimini. E questo proprio per via dell’emergenza in atto nel Paese che impone scelte inevitabili sull'invio di mezzi aerei, laddove gli incendi sono più vasti. Una fondamentale arma in meno nella battaglia, che ha complicato non poco le operazioni, considerando un territorio morfologicamente caratterizzato da strapiombi a volte quasi inaccessibili che volgono verso il mare.

Sul posto, fin da ieri pomeriggio, quando a Porto Badisco è cresciuto il panico per quelle lingue di fuoco così imponenti e vicine all'abitato, per coordinare le operazioni dei vigili del fuoco, è stata messa in piedi una macchina quanto più efficace possibile: il direttore tecnico dei soccorsi, due direttori delle operazioni di spegnimento, un’unità di crisi locale, cinque squadre operative e due supporti con autobotte. Ulteriore aiuto è arrivato da squadre dell’Arif e della protezione civile. Mentre agenti di polizia del commissariato di Otranto, carabinieri e polizia locale, su disposizione stessa dei vigili del fuoco, hanno chiuso fino a tarda ora il tratto di strada che collega Porto Badisco a Santa Cesarea Terme. 

I rischi maggiori, considerato il forte vento di tramontana che spirava ieri, era che le fiamme avanzassero troppo in prossimità delle abitazioni sparse, quelle più vicine all’area boscata, oltre che a due strutture ricettive, il residence “La Fraula” e il villaggio “Le Capase”. Per quest’ultimo, in via precauzionale, si è reso necessaria l’evacuazione dei trentadue ospiti, che hanno potuto fare rientro diverse ore dopo. Non ci sono stati feriti o intossicati, ma la tensione vissuta si è tagliata con il coltello.  

Solo intorno alle 2 di notte l’incendio è stato finalmente classificato sotto controllo, sebbene non del tutto spento. Tutt’altro: presenti diversi tronchi in fiamme, vigili del fuoco e volontari hanno dovuto procedere con un’accurata bonifica dei focolai sparsi ancora attivi. 

Aggiornamento: Canadair in mattinata

Il tanto atteso invio dei Canadair, per raggiungere i luoghi più impervi è avvenuto in tarda mattinata, tanto che il tratto di strada da Porto Badisco a Santa Cesarea Terme è stato di nuovo, provvisoriamente, chiuso al traffico verso mezzogiorno e mezzo proprio per i sorvoli e i lanci. Le operazioni sono state coordinate dai vigili del fuoco e sono state inviate pattuglie dei carabinieri dalla stazione di Poggiardo e dalla polizia locale di Santa Cesarea Terme per la viabilità.

La costa orientale e gli incendi

Per questo tratto della costa orientale del Salento gli incendi non sono mai stati una novità. Si sviluppano quasi puntuali  ogni estate, esattamente come avviene in altri punti non molto distanti da qui, ed è inutile dire che dietro, il più delle volte, c’è la mano dell’uomo, che sia in senso colposo o doloso. Questa volta, tuttavia, l’estensione è stata particolarmente vasta e sul fenomeno dei roghi, in generale, sta crescendo l’interesse collettivo, ora che con maggiore assiduità si tocca l’argomento dei cambiamenti climatici, uno dei grandi nervi scoperti di questo piccolo pianeta azzurro.

E poi, gioca molto nelle emozioni l'immaginario collettivo. Porto Badisco, leggendario approdo di Enea, con i suoi suggestivi panorami che lasciano senza fiato chi li vede per la prima volta, l'infinità del mare oltre la roccia antica che cade a picco. Questo è uno dei luoghi del cuore di tanti salentini e non solo. Un cuore che oggi si ritrova ferito a domandarsi se ci sarà mai una fine in quest'oltraggiosa, reiterata, devastazione del territorio. 

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