Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Otranto

"Porto, basta con personalismi e politica dei rancori"

Legambiente di Otranto interviene sul porto e sul recente caso dei carotaggi presso le Cave. Un appello alla politica locale: "Qui si vive di personalismi e di rancori senza guardare alla comunità"

OTRANTO Porto sì, porto no: Otranto e l'attesa infrastruttura di cui si parla da ormai quarant'anni e che oggi sembra arrivare ad una svolta. In realtà, il dubbio sulla volontà della cittadinanza in merito all'opera non sembra esistere, anche perché nei discorsi comuni e nelle sensazioni (almeno al primo impatto), il porto nella "città dei Martiri" appare un'ipotesi gradita ai più. Sul tema, fa sentire la propria voce la sezione locale di Legambiente, dopo il recente caso delle trivellazioni o carotaggi in zona Cave, che qualche perplessità avevano generato nei giorni scorsi.

I responsabili dell'associazione ambientalista, Giorgio e Fernando Miggiano, evidenziano che sotto il profilo formale dalle normative vigenti, l'iter procedurale è chiaro e che non esistano remore sui sondaggi operati da Condotte Spa, che erano largamente autorizzati e previsti nella fase progettuale che anticipa la presentazione della valutazione di incidenza ambientale, a seguito di quanto emerso nella recente conferenza dei servizi: "Semmai - affermano i responsabili - si potrebbe porre un problema del perché la legge prevede che il sondaggio lo faccia chi deve fare l'opera e non il pubblico, ma resta una riflessione personale, dinanzi ai termini di legge, che comunque sono stati rispettati".

Legambiente sottolinea che nel caso dei carotaggi esplorativi della consistenza dei fondali l'excursus delle autorizzazioni sia a posto e che, però, con il buon senso si sarebbe potuto provvedere ad avvertire la cittadinanza onde evitare inutili allarmismi: "Il punto di sostanza è uno - dichiarano - il porto turistico s'ha da fare o non s'ha da fare? La gente lo vuole o no? Dalle nostre sensazioni, il porto lo vogliono tutti, c'è semmai qualcuno che vorrebbe capire meglio cosa succede col costruito a terra. Ma, una volta stabilito se si vuole l'infrastruttura, occorre sedersi ad un tavolo di concertazione serio, per ragionare tutti insieme e trovare il modo per fare nel miglior modo possibile le cose. Bisogna comprendere quale sarà il ritorno oggettivo del porto turistico sulla città: se c'è una ricaduta sul territorio, l'infrastruttura può essere un volano economico importante, ma se non lo è, il discorso cambia molto".

L'argomento diventa occasione per una riflessione sulla politica otrantina: "In genere, a nostro modo di vedere - puntualizzano -, la politica ad Otranto non è tale, ma piuttosto un insieme di personalismi, rancori personali, dove non si guarda mai l'obiettivo che è la comunità. Perché dentro a molte diatribe che ci portiamo avanti ormai da una vita, non c'è più nulla di politica seria, ci sono solo degli antagonismi irrisolti tra personaggi di questa città. Che poi portano ad uno stato di fatto in cui la comunità paga per queste cose e per l'assenza di una politica seria".

Tra l'altro, in Legambiente è forte la sensazione che, in certi discorsi superficiali, si tenda a dare colpe agli ambientalisti come i responsabili, che hanno determinato in negativo le sorti del paese, come se il peggioramento eventuale di Otranto sia dovuto alla loro attività: "Su questo punto - dichiarano - c'è poca serietà: noi non abbiamo determinato nulla. Semmai se vogliamo fare un discorso serio, occorrerebbe dire che da 25 anni a questa parte, tutti quelli che hanno amministrato ci hanno messo del loro affinché questa città, sotto certi aspetti, invece che migliorare sia andata sempre peggiorando. Ognuno dei politici che ha amministrato ha delle colpe e sono gli stessi che poi parlano ed accusano. Non si capisce ad esempio perché con l'arrivo nelle cave di elettrodotto e gasdotto, nessuno ha parlato come nel caso di queste trivellazioni: eppure non sono opere leggere. Evidentemente chiunque parli è in parte compromesso e ha responsabile su questo paese, che è cambiato, e che, a nostro avviso, è peggiorato".

Su questo punto, del resto, gli esempi sottomano sarebbero numerosi e basterebbe quello che più eclatante e citato (spesso a sproposito) da un quinquennio a questa parte (Valle delle Memorie, ma non sarebbe l'unico), per dimostrare come le osservazioni degli ambientalisti abbiano una loro oggettiva logica.

Legambiente, infine, sottolinea che dall'analisi del piano di gestione delle aree Sic della provincia di Lecce è emerso che l'area marina Sic di Otranto non sarebbe delimitata o segnalata nelle mappe o nei regolamenti, come se non esistesse. E, quindi, neanche regolamentata, al contrario di quanto avviene a terra, dove esistono tutta una serie di informazioni e regolamentazioni, sull'area del Sic marino: "Vorremmo capire - chiedono - come mai il Sic a mare non sia segnalato, visto che è importante per la tutela della prateria di posidonia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Porto, basta con personalismi e politica dei rancori"

LeccePrima è in caricamento