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Covid, multa al locale: titolare in preda all’ira danneggia l’auto dei carabinieri

A Porto Cesareo arrestato un 40enne e disposta chiusura del bar per gli assembramenti. Minacce, offese e poi lo sfogo violento

PORTO CESAREO – Il controllo proprio non deve essergli andato giù. E così, quando ieri sera i carabinieri hanno iniziato a contestare la presenza di assembramenti, che di lì a poco avrebbero condotto sulla strada di inevitabili sanzioni, è iniziata una discussione che è salita di tono. Tanto di tono, che si sarebbe arrivati persino al danneggiamento di uno sportello dell’auto di servizio dei militari. E così, alla fine, D.R., commerciante 40enne di Porto Cesareo, è stato trascinato in caserma e arrestato.

I controlli, a Lecce come in provincia, non mancano, anche perché il contagio avanza inesorabile sulla spinta delle varianti, per i vaccini i più dovranno ancora attendere e a Roma si sta pensando di inasprire le misure di contenimento, specie nel fine settimana e, in generale, a livello di orari. Insomma, è una fase ribollente, secondo gli esperti l’avvio di una terza ondata, per cui sale la tensione. Ieri, forse, un po’ troppo, quando i carabinieri della stazione di Porto Cesareo si sono fermati davanti al locale, sul lungomare, per un controllo, visto che erano stati segnalati assembramenti.

L'uomo, che del locale è titolare e gestore, durante la contestazione si sarebbe alterato a tal puto da proferire prima frasi oltraggiose e minacce ai carabinieri, per poi passare alle vie di fatto e, con un corpo contundente - secondo quanto riferito dai carabinieri -, danneggiare lo sportello posteriore sinistro dell’autovettura di servizio.

Portato in caserma, è stato dichiarato in arresto per danneggiamento aggravato, oltraggio e minacce a pubblico ufficiale e gli è stata contestata la violazione delle norme anti-Covid. Il pubblico ministero di turno, convalidando l’arresto, ha comunque ritenuto che non fossero necessarie misure cautelari e quindi l’uomo è ritornato poco dopo in libertà. Ma con tanto di sanzione amministrativa per la violazione della normativa e chiusura del locale che in questi casi va da uno a cinque giorni, in attesa del decreto del prefetto che potrebbe anche inasprire la disposizione.

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