Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Via Amba Alagi

Porto Cesareo, bomba carta esplode davanti casa del sindaco Albano

Il misterioso attentato alle 2 di notte. Il primo cittadino, Salvatore Albano, è però in ferie all'estero con la famiglia. Danni contenuti, l'ordigno di piccole dimensioni. Il 17 maggio una bomba contro lo studio di un ingegnere

Foto di William Tarantino.

 

PORTO CESAREO – Sgomento a Porto Cesareo dove, nella notte, ignoti hanno piazzato una bomba carta davanti all’abitazione del sindaco, Salvatore Albano, di professione medico cardiologo. Si tratta di un ordigno di piccole dimensioni, ben diverso da quello che il 17 maggio scorso sventrò lo studio tecnico dell’ingegner Cataldo Basile, in via Rimini. In questo caso, sembra essersi trattato più che altro di un atto dimostrativo. Nondimeno, l’episodio, visto l’obiettivo e considerata anche la vicinanza fra i due eventi, genera particolare inquietudine.

L’ordigno è stato collocato davanti al cancello dell’abitazione, in via Amba Alagi, in una zona residenziale della cittadina jonica, in pieno centro. In casa non c’era nessuno, perché il primo cittadino, venerdì scorso, è partito a Parigi con la famiglia per una breve vacanza. A udire lo scoppio, intorno alle 2 di notte, sono stati i vicini di Albano, che hanno avvisato alcuni parenti. Sul posto si sono recati i carabinieri della stazione locale e dal comando di Lecce, con l’artificiere. I danni sono contenuti e riguardano il motorino elettrico del cancello automatico che offre accesso al parcheggio per le auto, al civico 128, e una piccola porzione della colonnina in cemento. Non è invece stato intaccato l'ingresso principale, al civico 126. 

Difficile capire quale possa essere il movente di quest'atto, così come non è chiaro chi abbia agito e perché, il mese scorso, davanti casa di Basile, che peraltro è anche attivo in politica, essendo componente del coordinamento provinciale del Pdl. Albano, eletto in una lista civica, dal momento del suo mandato, si è occupato di varie problematiche locali, sciogliendo alcuni nodi che la cittadina jonica si trascina da tempo, fra cui piano regolatore, piano delle coste e regolamento balneare. Ovviamente, però, è ancora presto per dire se la pista sia strettamente ricondudicibile all'attività amministrativa di Albano.

Reazioni unanimi: sconcerto per il ripetersi di questi episodi

L’amministrazione comunale prende posizione sulla vicenda, attraverso la voce del vicesindaco, Antonio Greco. “Inutile dire che tutti quanti noi siamo molto frastornati da quanto sta accadendo ultimamente in questo paese”, dice Greco. “Sicuramente ora tutti quanti noi siamo preda di una forte incredulità. Come si può non disprezzare gli esecutori materiali, e non, di questo gesto vile e vigliacco, ancor più che folle”.

“Si tratta di atti meschini compiuti nei confronti di una persona come il nostro sindaco che dall’inizio del proprio mandato amministrativo si è sempre distinto per la propria integrità morale e per il proprio impegno civile”, aggiunge il vicesindaco. “Non prossimo fare altro che definire questa gente balorda. Quando ad essere colpita è la casa, fulcro del focolare domestico, l’atto diventa ancora più meschino perché si colpisce quello che dovrebbe essere un luogo di serenità e tranquillità avulso da qualsiasi questione esterna alla famiglia”.

DSC_0004-2-3“Ora tutti quanti noi amministratori non possiamo fare altro che esprimere tutta la nostra solidarietà verso una persona che si è distinta per il proprio altruismo e serietà. Si auspica una pronta risposta da parte delle forze dell’ordine affinché gli esecutori del gesto siano individuati ed assicurati alla giustizia”, conclude Greco. 

Per il presidente della Provincia, Antonio Gabellone “l’episodio lascia esterrefatti per aver colpito un amministratore serio, da sempre impegnato con trasparenza e lealtà nella sua realtà comunale e non solo. Mi auguro che le forze dell’ordine e le istituzioni demandate al controllo della legalità possano in tempi rapidi individuare coloro i quali tentano, con questi atti inqualificabili, di minare alle fondamenta la stabilità sociale e la civile convivenza delle nostre comunità, consapevoli che troppi episodi stanno succedendosi nella realtà di Porto Cesareo, fatto questo che dovrebbe indurre a ulteriori e importanti riflessioni”.

“Nel giro di un mese abbiamo assistito prima ad un attentato dinamitardo contro lo studio dell’ingegner Dino Basile, dirigente provinciale Pdl e molto vicino a questa amministrazione, poi al furto del gommone di proprietà comunale gestito per escursioni a mare dal Coordinamento associazioni ambientaliste, ed ora, in piena notte, allo scoppio di un’altra bomba all’ingresso dell’abitazione del nostro sindaco”, sbotta Cosimo Damiano Arnesano, presidente della fondazione culturale Identità e futuro.  “Fatti di questo genere non sono più tollerabili. Rappresentano un attentato alle istituzioni e alla democrazia, minano la qualità di vita e il benessere di un’intera comunità, danneggiano l’immagine di un territorio già fortemente compromessa da reati contro il paesaggio e l’ambiente che puntualmente si rinnovano anno dopo anno”.

“Oggi, come ieri a danno di un altro nostro concittadino, si sta tentando di insinuare a Porto Cesareo la logica della paura e dell’intimidazione che il nostro movimento respinge con fermezza e determinazione”, dicono in corso Anna Peluso ed Eugenio Sambati, del gruppo  Albachiara, che “pur rimanendo forza di opposizione, certamente alternativa a questa civica amministrazione, invita la cittadinanza a convergere subito verso un comune sentire di civiltà, stringendosi solidalmente a sostegno degli organi istituzionali, democraticamente eletti dai cittadini, con l’obiettivo di resistere e respingere ogni tentativo di intimidazione e di aggressione alla democrazia ed alla legalità”.

Solidarietà arriva anche dal circolo cittadino del Pd di Porto Cesareo, guidato dalla segretaria Monica Viva, che manifesta “la ferma condanna per l’atto d’inaudita violenza, che ha visto come protagonista nella notte scorsa il primo cittadino”. La stessa segretaria, dice di essere preoccupata dal clima di tensione, in cui vive il paese nel ultimo periodo. “Tutto questo non può che scuoterci nel profondo e farci interrogare su come sia possibile che accadano episodi di questo genere, che vanno a colpire l’istituzione”.

"Esprimo la massima solidarietà al sindaco di Porto Cesareo Salvatore Albano e mi auguro che le forze dell’ ordine e la magistratura, con la stessa sollecitudine che stanno dimostrando in questo periodo, facciano luce sull’ episodio". A parlare è la senatrice Adriana Poli Bortone che manifesta la propria preoccupazione per l’escalation di tali atti, ma che rinnova la propria fiducia nei confronti  della magistratura e degli investigatori.

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