Cercata per ore temendo l’annegamento, poi la chiamata: era a 10 chilometri

Imponente dispiegamento per trovare una 69enne dispersa. L'incredibile svolta in serata, a speranze quasi estinte: perso l'orientamento, da Porto Cesareo aveva raggiunto a piedi a Sant'Isidoro

Nella foto d'apertura, il rientro a Porto Cesareo.

PORTO CESAREO – La telefonata è arrivata inaspettata, come una santa benedizione, poco prima delle 20 di sera. Inutile usare giri di parole, più di qualcuno temeva ormai il peggio. Perché in questa storia che si divide fra Porto Cesareo e Sant’Isidoro, marina di Nardò, quella donna, 69 anni, di Sogliano Cavour, mancava all’appello ormai da ore. Troppe. Almeno dalle 14,30.

L’annegamento, una possibilità presa in seria considerazione, sebbene il mare oggi fosse calmo, ma in una giornata che purtroppo, poco prima aveva già fatto registrare una tragedia, nella vicina Torre Lapillo, frazione marittima cesarina, con la morte di una 60enne in acqua a causa di un malore. E comunque, le correnti di Porto Cesareo sono tristemente note alle cronache. Un mare con insidie anche a breve distanza dalla riva che non si deve mai sottovalutare.    

Aveva perso l'orientamento

E invece, no, la 69enne di Sogliano era sana e salva. Aveva, però, perso del tutto l’orientamento, a un certo punto deve essere entrata anche in confusione, magari colta da un comprensibile panico. Ma era viva e in buone condizioni di salute, in grado, a un certo punto, di chiedere aiuto, fermando una donna e facendo una telefonata a un numero fisso che ricordava, quello di casa di una nipote, che a sua volta ha contattato gli altri parenti ancora a Porto Cesareo, marito e cognato della donna. E quando guardia costiera e vigili del fuoco sono andati sul luogo in cui la 69enne sosteneva di trovarsi, per verificare che fosse tutto vero, una volta ottenuto il riscontro sperato, hanno calcolato che avesse percorso ben 10 chilometri. A piedi.

Tutto è iniziato, come detto, attorno alle 14,30. La donna aveva raggiunto poco prima, con altri famigliari, un tratto di spiaggia libera fra i lidi Le Dune e Tabù. Al marito pare abbia detto che si stava allontanando per lavarsi le mani. Poi, silenzio. Il mancato ritorno dopo pochi minuti ha messo in allarme la famiglia che, dopo aver provato a cercare in maniera infruttuosa nelle vicinanze, ha dovuto avvisare i carabinieri. E da lì, è iniziata un’operazione di ricerca che, strada facendo, con le notizie che proprio non arrivavano, ha comportato l’impiego crescente di uomini e mezzi.

Due erano le possibilità. Scontate, volendo. Che si fosse dispersa in una zona nell’entroterra (ci sono molte campagne attorno a Porto Cesareo) o che si trovasse in mare. Si è persino levato in volo un drone che ha percorso dall’alto tutta la zona dell’Area marina protetta, una volta avvisata la guardia costiera, con la capitaneria di porto di Gallipoli che ha preso in mano la situazione. Ma, nulla. Davvero nulla.

Nelle ore che scorrevano la situazione s’è fatta sempre più drammatica. Oltre a carabinieri della stazione di Porto Cesareo e uomini della capitaneria, si sono aggiunti i vigili del fuoco con i loro mezzi, volontari della protezione civile e, con le idromoto, gli operatori del 118 mare della guardia costiera ausiliaria, la squadra nautica di stanza presso il commissariato di Gallipoli, i servizi di salvamento dei lidi. Ma senza successo.

La svolta a speranze ormai quasi estinte

Poi, quasi alla soglia delle 20 di sera e, quindi, con l’arrivo dell’oscurità, avvisata la Prefettura, si è deciso di far permanere la motovedetta della guardia costiera per tutta la notte, insieme con la postazione dei vigili del fuoco di Lecce, che a loro volga hanno messo in preallerta i colleghi da Bari per l’invio in zona, all’alba del giorno dopo, di un elicottero. Alle 6 del mattino di sabato, infatti, si era deciso di riprendere le ricerche in modo massiccio.

Poi, all’improvviso, quella telefonata. Parsa quasi incredibile. È successo questo. La donna, che aveva iniziato nel primo pomeriggio a camminare, ma aveva evidentemente perso del tutto la rotta, era arrivata nientemeno che al Lido dell’Ancora, a Sant’Isidoro. Ben 10 chilometri di distanza dal punto di partenza. Senza sapere nella maniera più assoluta dove si trovasse. E da lì ha chiesto aiuto, riuscendo a fare una telefonata a casa di una nipote, di cui ricordava il numero di telefono fisso.

Da qui, la chiamata di “rimbalzo”, ai parenti in spiaggia, accanto ai soccorritori, in trepida attesa di un segnale qualunque, e la partenza di scatto a Sant’Isidoro per constatare che era tutto vero. Riportata la 69enne indietro e chiamato il 118 per una verifica sullo stato di salute, in queste ore è in corso una ricostruzione più precisa di quanto avvenuto. Ma l’importante è che questa storia si possa raccontare con un sospiro di sollievo.  

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