Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Porto Cesareo, colpi d'arma da fuoco contro due obiettivi: pista politica

Prima un distributore di carburanti all'ingresso di Torre Lapillo, con bossoli rinvenuti per terra, poi un testimone ha riferito di altri colpi esplosi a Boncore, nei pressi dell'abitazione fino a poco tempo addietro abitata da Stefano My, candidato nella lista "Cambiare rotta" che sostiene Francesco Schito

La stazione di servizio Ip di Torre Lapillo con la vetrata perforata (foto di Antonio Quarta).

PORTO CESAREO – Cinque colpi di pistola accertati, altri che sono stati esplosi forse in aria. Ed è probabile che vi sia un filo conduttore unico, candidati e sostenitori in genere della lista “Cambiare rotta” che sostiene Francesco Schito alla poltrona di sindaco nella campagna elettorale che sta infiammando Porto Cesareo.

La pista ha assunto una forma dai contorni più precisi nel corso delle ore, nel momento in cui i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi Salentina hanno iniziato a scavare, facendo chiarezza dopo un equivoco dei primi minuti, quando le informazioni erano frammentarie anche per gli stessi investigatori.

Appena si è sparsa voce di pistolettate nei confronti dell’abitazione di Stefano My, uno dei candidati nella lista, i militari hanno svolto un rapido controllo proprio nei pressi della sua attuale residenza. In realtà, My di recente ha cambiato abitazione e i colpi sono stati esplosi in prossimità della villetta abitata fino a poco tempo addietro, a Boncore, caseggiato che ricade formalmente nel territorio di Nardò, sebbene i residenti si sentano per ragioni di prossimità legati alla cittadina rivierasca.       

In realtà, il mistero, che si potrebbe definire doppio, non si è del tutto diradato. E per capire i motivi, bisogna analizzare tutta la vicenda fin dall’inizio, cioè dai dati certi acquisiti. Il fatto, innanzitutto, è avvenuto intorno alle 3 del mattino. Cinque pistolettate sono state indirizzate verso un distributore di carburanti che sorge a poche centinaia di metri da via degli Angioini, dove, appunto, si trova la villetta fino a poco tempo addietro abitata da My.

Il distributore in questione, che porta il marchio Ip-Gruppo Api, è gestito da Massimo De Paolis, il quale sarebbe un sostenitore di quella lista, sebbene non sia fra i candidati. Le pistolettate sono state esplose verso vetrata e infissi, lasciando evidenti segni. I carabinieri per il momento hanno rinvenuto, però, solo tre bossoli calibro 9x21. La vicenda, di certo, è spiazzante perché i colpi d’arma da fuoco sarebbero continuati a breve distanza.

L’area di servizio, che non è purtroppo dotata di videocamere, si trova all’inizio di Torre Lapillo per chi proviene da San Pancrazio Salentino, come detto a breve distanza da Boncore. E un testimone che abita in quell’area ha riferito di aver udito nitidamente diversi spari proprio nei pressi dell’abitazione di My, notando anche una motocicletta. Insomma, il misterioso attentatore avrebbe percorso alcuni metri, esplodendo (forse in aria, a questo punto) altre pistolettate come “monito” per il candidato, non sapendo però evidentemente che non risiedeva più lì.

My, che è un giovane commerciante, gestisce una paninoteca a Porto Cesareo, e dunque i carabinieri non possono tralasciare alcuna pista, anche se sembrerebbe definirsi sempre più, a questo punto, un movente di possibile natura politica.

Una cosa è certa, in ogni caso: il clima a Porto Cesareo è agitato ormai da troppo tempo, anche per via delle note inchieste giudiziarie che hanno colpito diversi esponenti delle precedenti amministrazioni, ma anche di vari attentati. Situazioni che si stratificano ad altre, per vicende riguardanti abusi edilizi nel settore privato e in quello del turismo. Una serie di fatti più o meno concatenati, che sono finiti per diventare inevitabilmente anche humus sul quale ingaggiare battaglie politiche.

Queste intimidazioni arrivano oltretutto a distanza di appena un giorno dai proiettili inviati per posta anonima a sindaco e giunta di Novoli, vicenda per la quale sono al lavoro anche in quel caso i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, costretti a cercare risposte su più fronti di campagne elettorali in cui l’uso dell’intimidazione sta diventando una triste consuetudine. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Porto Cesareo, colpi d'arma da fuoco contro due obiettivi: pista politica

LeccePrima è in caricamento