Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Quattro ladri di "oro rosso" bloccati su due Audi: tagliavano i cavi della Telecom

I carabinieri di Porto Cesareo hanno sorpreso nella notte due fratelli del posto e altrettanti loro amici. Un'auto ha anche tentato la fuga, ma è stata raggiunta da una seconda pattuglia sotto casa. I quattro arrestati, dovranno rispondere di furto aggravanto e d'interruzione di pubblico servizio

PORTO CESAREO – Due fratelli e altrettanti loro amici sono finiti nei guai, la notte scorsa, per furto aggravato di cavi di rame appartenenti alle linee Telecom e, come conseguenza del danno provocato per sottrarli, anche d’interruzione di pubblico servizio.

Angelo e Mimmo Palma, di 23 e 19 anni, residenti a Porto Cesareo, sono stati arrestati insieme a Davide Bruno, 25enne e Angelo Arcati, 20enne, questi ultimi due residenti nelle vicinanze della cittadina che si affaccia sullo Ionio, ma in una zona che rientra già nel territorio comunale di Nardò.    

Erano circa le 22,30 quando i carabinieri della stazione di Porto Cesareo hanno sorpreso due auto sospette. I militari erano in pattugliamento per un servizio di prevenzione dei furti nelle tante case estive, in questo periodo ovviamente disabitate, spesso nel mirino di furfanti.

Ma, invece di topi d’appartamento, nei pressi delle villette a ridosso del Lido degli Angeli, si sono imbattuti in ladri di oro rosso. I veicoli, un’Audi 80 nera e un’Audi A4, erano fermi davanti ai tralicci dei cavi di rame della Telecom.

I carabinieri hanno intuito subito che potesse essere in atto un furto e così sono rimasti in disparte, chiamando in rinforzo una seconda pattuglia, impegnata nello stesso servizio, ma in quel momento in un’altra zona di Porto Cesareo.

I militari erano ancora nell'attesa dell'arrivo dei loro colleghi, quando però le due auto si sono all’improvviso messe in movimento. A quel punto la pattuglia è venuta allo scoperto, riuscendo a fermarne soltanto una. L'altra, non rispondendo all’alt, ha accelerato ed è sparita alla vista.

Colore e modello dell'auto non sono però passati inosservati: Audi 80 nera. E dall'identità dei due fermati, i fratelli Palma, e dal modello dell'auto in fuga, i carabinieri hanno subito ipotizzato chi vi fosse all’interno, ben sapendo i legami d’amicizia fra le varie persone in questione.

La seconda pattuglia è stata quindi smistata verso casa di Davide Bruno (l'auto è intestata al padre), trovandovi sia lui, sia Angelo Arcati. Ma non solo. All'interno dell'auto c’era parte della refurtiva.

In tutto erano stati tagliati e caricati sulle due auto, quindi anche nell’Audi A4 del padre dei fratelli Palma, 300 metri di cavi di rame dalla sezione variabile tra i 32 e i 40 millimetri. La refurtiva e le due auto sono state sottoposte a sequestro. I quattro giovani sono stati destinati agli arresti domiciliari, su disposizione del pm di turno, Emilio Arnesano

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