Cronaca Porto Cesareo

La piaga dei furti in spiaggia: uno arrestato, l'altro inseguito da un bagnante

Un 37enne fermato dopo aver spintonato un dipendente del lido che cercava di bloccarlo. Un altro, tallonato da un 42enne è stato costretto ad abbandonare la refurtiva

PORTO CESAREO – La piaga è tale che i carabinieri ormai stanno facendo servizi mirati. Bermuda e infradito, si fingono bagnanti e vanno a caccia dei predoni di borselli, portafogli, cellulari e quant’altro lasciato momentaneamente incustodito dai villeggianti, magari per un bagno in mare o una bevanda al bar. Ed è proprio nel corso di uno di questi appostamenti che lunedì è stato arrestato Francesco Zecca, leveranese di 37 anni, sebbene con residenza a Somma Lombarda, in provincia di Varese.

L’uomo è finito, peraltro, in carcere, considerando che nel caso specifico si è trattata di una rapina impropria: dopo aver arraffato un marsupio con documenti personali, telefono cellulare e 100 euro in contanti di un villeggiante della provincia di Torino, si è trovato davanti un dipendente del lido che ha provato a bloccarlo, venendo spintonato più volte.

Tutto è accaduto presso il Lido Conchiglia Azzurra. Zecca è stato lesto ad arraffare il marsupio, ma meno a farsi notare. E così, è stato inseguito da un giovane dipendente, che ha rischiato anche di esser malmenato. Per fortuna, erano già stati chiamati anche i carabinieri che in breve hanno raggiunto il luogo e hanno bloccato l’uomo. Sentito il magistrato di turno, è così finito in arresto. Oggi si è tenuta la convalida, su istanza dell'avvocato difensore, Cosimo D'Agostino, ha ottenuto i domiciliari.

Di casi simili, però, ne avvengono quasi ogni giorno e domenica n’è successo un altro, sempre a Porto Cesareo – questa volta accanto al Lido dei Pirati, nel tratto di spiaggia libera – in cui protagonista è stato un operaio vegliese, Gaetano De Cillis. L’uomo, 42enne, ha sfruttato la sua prestanza atletica (ex podista e attuale ciclista) per inseguire un soggetto che si era appena impossessato della borsa di alcuni villeggianti di Treviso.

I turisti si erano momentaneamente allontanati, quando De Cillis ha scorto un uomo, definito come un soggetto sulla quarantina d’anni, camminare sotto gli ombrelloni. È stato attirato dal fatto che calpestasse con noncuranza gli asciugamani e, quando se l’è trovato a pochi metri di distanza dal suo ombrellone, ha visto come, con una certa naturalezza (per sperare di non dare nell’occhio), si fosse impossessato della borsa con dentro parecchi soldi e altri oggetti di un certo valore.

Istintivo è venuto a De Cillis di urlare di mollare la refurtiva, ma il malvivente, invece di desistere, ha iniziato a correre in direzione della provinciale che conduce alla periferia di Porto Cesareo. E a quel punto, è uscita la stoffa del vecchio podista: il 42enne vegliese s’è messo a inseguirlo nel tentativo di bloccarlo e, dopo qualche centinaio di metri, il furfante ha capito che non avrebbe avuto scampo, avendo ormai il fiato corto. Così, ha lanciato la borsa nella direzione opposta alla sua.

Il 42enne si è fermato per recuperare la refurtiva, mentre il soggetto ne ha approfittato per squagliarsela. È stato tutto restituito ai proprietari, con loro sommo sollievo. Erano letteralmente nel panico, considerando il valore del contenuto. Sono state chiamate anche le forze dell’ordine, sia i carabinieri della stazione locale, sia la polizia del commissariato di Nardò, che hanno avviato le ricerche, quel giorno senza esito.

Che si trattasse sempre di Zecca, arrestato il giorno dopo per un caso identico? Difficile dirlo, per ora resta solo un’ipotesi. In realtà, sono più soggetti a compiere simili furti. Basti pensare che nei giorni scorsi era stato fermato per furto anche un giovane villeggiante proveniente da Trani. Il che fa intuire quanto sia diffuso il fenomeno. 

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