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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Porto Cesareo

Finisce sotto sequestro il campeggio "Lido Azzurro": sgomberata l'area. Due denunce

Carabinieri della compagnia di Campi Salentina e della stazione di Porto Cesareo, uomini della Guardia costiera di Gallipoli e dell'ufficio marittimo, polizia municipale: erano quasi trenta le unità che oggi hanno posto i sigilli alla struttura ricettiva "Lido Azzurro" di Torre Lapillo

PORTO CESAREO – Carabinieri della compagnia di Campi Salentina e della stazione di Porto Cesareo, uomini della Guardia costiera di Gallipoli e dell’ufficio marittimo, polizia municipale: erano quasi trenta le unità che oggi hanno posto i sigilli alla struttura ricettiva “Lido Azzurro” di Torre Lapillo, tra le marine di Porto Cesareo. Gli ufficiali giudiziari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, notificando il provvedimento ai titolari dell’esercizio, due coniugi del posto (il 70enne C.E. e la s67enne M.F.S.), provvedendo allo sgombero dell’area. Alla base del sequestro l’ipotesi di reato di “invasione di terreni o edifici” aggravata, per la quale i due sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.

Lo sgombero è stato reso assai delicato e complesso dal cospicuo numero di clienti e ospiti della struttura: secondo una prima stima, erano oltre 400 le persone lì presenti, su caravan, roulotte e tende, in alcuni casi arrivati sul posto addirittura da poche ore; insomma, neanche il tempo di entrare e pagare il proprio posto e alcuni sono stati costretti a fare marcia indietro. Numerose anche le famiglie che avevano scelto di soggiornare per Ferragosto nel Lido e che invece sono state costrette d’improvviso a trovare soluzioni alternative, in alcuni casi con l’aiuto degli stessi militari che si sono prodigati per risolvere le situazioni di disagio maggiore.

La tensione nell’aria è stata a tratti palpabile, ma grazie all’opera paziente di convincimento e informazione degli operatori, oltre alla collaborazione della maggior parte dei vacanzieri, la questione si è risolta nel giro di alcune ore: dalle 12 circa, quando sono cominciate le operazioni, sino a dopo le 20.

Una storia lunga, quella del “Lido Azzurro”, e assai tormentata, che affonda le proprie radici addirittura negli anni ’90, quando è sorta una struttura ricettiva per caravan, roulotte e tende che nel tempo ha ospitato migliaia di turisti. A questa si è poi aggiunta anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, con tanto di chiosco di servizio e area di ristorazione coperta. Con un dettaglio però fondamentale: mancava l’autorizzazione fondamentale, ossia quella per l’utilizzo stesso dell’area. Insomma, a prescindere dalla legittimazione o meno di qualsiasi attività accessoria - a cominciare appunto dalla ristorazione - quel suolo non andava proprio occupato: ex “Ersap (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Puglia”), esso è infatti di proprietà della Regione Puglia, che l’aveva consegnata al Comune di Porto Cesareo perché curasse il ripristino del cordone dunale. in più, l’area insiste in zona urbanistica “S.I.C.” (“Sito di interesse Comunitario”, dunque particolarmente tutelato) ed è compresa nella riserva naturale orientata “Palude del Conte”.

Le persone denunciate l’avevano ottenuta in concessione stagionale dal 1990 al 1998, dopodiché avevano continuato a occuparla pur in assenza di quel titolo legittimante. La questione aveva creato non pochi problemi ed era così finita sotto la lente di ingrandimento di varie forze di polizia di stanza a Porto Cesareo: carabinieri, Guardia costiera e polizia municipale.

Le indagini si sono sviluppate, nel tempo, in vari procedimenti: ultima in ordine temporale, l’investigazione avviata congiuntamente nel luglio scorso, e condotta rapidamente anche per l’inoltrarsi della stagione estiva. Gli accertamenti condotti presso tutti gli enti preposti hanno confermato i sospetti degli inquirenti: l’insediamento era abusivo e, come tale, poneva problemi legati anche alla sicurezza degli ospiti.

Di qui la segnalazione alla Procura della Repubblica di Lecce, dove il pubblico ministero titolare del procedimento, Antonio Negro, ha concordato sull’ipotesi di reato di “invasione di terreni o edifici” aggravata dalla natura pubblica del fondo e sulla violazione della disciplina di tutela paesaggistica, e ha chiesto l’emissione di un decreto di sequestro preventivo, per impedire che l’illecito venisse portato a ulteriori conseguenze.

Il giudice per le indagini preliminari Vincenzo Brancato ha infine accolto la richiesta ed emesso il provvedimento cautelare. La struttura del “Lido Azzurro” era stata destinataria nel tempo di tre ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, emesse dal Comune di Porto Cesareo (l’ultima l’8 luglio scorso) ma restate inattuate: erano così restate in piedi e utilizzate le strutture metalliche di copertura, le casupole lignee che ospitavano i bagni e il chiosco destinato a bar e somministrazione cibi, poiché realizzati in assenza di permesso di costruire. Tutto ciò dovrà invece essere invece completamente smantellato.

Lido Azzurro

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