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Due sbarchi nel Salento, fra vento e mare grosso: soccorsi 120 migranti

A Porto Cesareo barca spiaggiata e migranti rintracciati scalzi e bagnati in strada. A Torre San Giovanni, i finanzieri bloccano due scafisti in fuga e la guardia costiera salva i 60 rimasti ancora a bordo

LECCE – Questa volta hanno sfidato davvero la sorte. Da giorni le condizioni meteo, sul Salento, sono proibitive (basti pensare alla recente tromba d’aria che s’è abbattuta fra Galatina e Soleto) e oggi, con il vento particolarmente forte che spira da sud-est, con raffiche che sfiorano i 36 nodi, avventurarsi per mare è un’impresa che rasenta la follia.

Eppure, i viaggi messi in piedi dei clan criminali che trafficano esseri umani, non arretrano di un passo. Ben due le spedizioni, organizzate probabilmente insieme, che hanno raggiunto fra la notte e l’alba la costa jonica del Salento, forse partite dalle coste turche. Una era in procinto di approdare sulle coste di Torre San Giovanni, non lontano dal porticciolo, quando è stata intercettata da un pattugliatore della guardia di finanza. L’altra, proseguendo oltre, ha raggiunto un punto molto più a sud, il litorale di Porto Cesareo, a Torre Castiglione, fra Torre Lapillo e Punta Prosciutto, zona di rado interessata dal fenomeno degli sbarchi.

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In questo secondo caso, i migranti sono stati rintracciati a terra dai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Campi Salentina. Cinquantanove in tutto. I più (44 egiziani, due iracheni, otto siriani e due iraniani), tutti molto giovani, fra cui 23 che non dovrebbero essere nemmeno maggiorenni, percorrevano a piedi scalzi e con gli abiti bagnati la strada provinciale 340. Altri tre sono stati recuperati nelle ore successive. Avevano addirittura varcato la provincia di Lecce, raggiungendo quella di Taranto (il demanio di Porto Cesareo confina con quello di Avetrana). Sono stati rintracciati dai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Manduria.  

Sono stai avvisati i volontari della Croce rossa italiana che, giunti sul posto muniti di dispositivi di protezione anti-Covid, con il supporto della sala operativa regionale, hanno fornito il necessario, come coperte e vestiti.  Per il gruppo è stato disposto il trasferimento nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. L’imbarcazione con la quale hanno raggiunto la costa è stata rintracciata spiaggiata, semirovesciata, forse a causa della forza del mare e del carico eccessivo.

Se nella zona di Porto Cesareo l’approdo deve essere stato molto turbolento, peggio è andata a Torre San Giovanni dove i due scafisti, di nazionalità russa, una volta vistisi in prossimità del porticciolo, hanno pensato bene di abbandonare a loro destino i migranti a bordo, nel mare agitato, e di avviarsi verso la costa con un piccolo tender. Sono però stati scoperti dai finanzieri e subito bloccati. Per loro scatterà l’arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Quanto ai 60 rimasti a bordo, sono stati salvati dai militari della guardia costiera. Le motovedette sono state inviate sul posto dalla capitaneria di porto di Gallipoli.

Si tratta di 38 iraniani, 21 iracheni e un siriano. Nel gruppo, anche una donna e cinque minorenni. Con l’imbarcazione in balia del mare grosso, in un primo momento si era pensato persino di provare un trasferimento a terra con un elicottero della guardia costiera. Alla fine, però, le motovedette sono comunque riuscite ad avvicinarsi e i militari a far salire i migranti a bordo, per condurli in salvo nel porto di Gallipoli. Qui, ad attenderli, c’era altro personale della Croce rossa. In ipotermia e provati dalla traversata, in questo caso è stato disposto il trasferimento presso Masseria Ghermi, a Lecce, non essendovi più spazio al Don Tonino Bello.

Al momento un solo positivo al Covid-19

Le indagini sono ora affidate al pool antimmigrazione della Procura. Fra l’altro, ancora non sembra chiaro quali siano gli scafisti dello sbarco di Porto Cesareo. Mentre per i 120 migranti sono attesi dall’identificazione e dai tamponi, per cercare eventuali positivi al Covid-19. Qualora ve ne fossero, saranno posti in isolamento.

Al momento, solo uno dei migranti è risultato positivo. L'accertamento è stato fatto direttamente in ospedale, dov'è stato trasportato subito dopo lo sbarco. Coloro che sono stati condotto al "Don Tonino Bello" hanno fatto il tampone molecolare e i risultati si sapranno nei prossimi giorni. Chi, invece, è stato condotto presso Masseria Gherimi, è stato sottoposto al tampone rapido e, in questo caso, i risultati sono stati tutti negativi.    

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