Porto Cesareo: via barche e gavitelli abusivi nei luoghi per la balneazione

Operazione congiunta dei militari della guardia costiera, dei carabinieri e della polizia locale per frenare la cattiva abitudine di ormeggiare davanti alle spiagge dedicate ai bagnanti. A metà mattinata già diversi sequestri di natanti e "corpi morti"

Foto di Antonio Quarta.

PORTO CESAREO – Nei giorni scorsi era stata fatta un’opera di prevenzione. Più di qualcuno si è adeguato ed ha deciso di levare gli ormeggi. Non tutti però sono stati evidentemente dello stesso avviso, e così da questa mattina si è passati a un rastrellamento. Non della sabbia, ma proprio delle acque.

Abitudine che si può dire forse quarantennale, a Porto Cesareo (e non solo) è di arrivare sottocosta e attraccare nei punti più disparati. In modo illegale. E pericoloso. Perché le piccole imbarcazioni private troppo spesso finiscono per essere “parcheggiate” nei tratti di mare per la balneazione. Famiglie con bimbi, qualsiasi persona a mollo per un po’ di refrigerio, così, rischia di farne le spese con qualche increscioso e magari drammatico incidente.

E così, una squadra mista composta di militari della guardia costiera dell’ufficio marittimo di Torre Cesarea, carabinieri della stazione e polizia locale, hanno percorso diversi chilometri, fin da questa mattina, fra penisola de La Strea e Riviera di Levante, procedendo al sequestro di natanti e gavitelli per l'ormeggio collocati abusivamente proprio davanti ai tratti di litorale sabbioso.

L’operazione in tarda mattinata era ancora in corso e aveva già visto nel mirino una decina di barche e svariati “corpi morti”. Un messaggio forte e chiaro, l’ennesimo, dei tempi che stanno cambiando, in una cittadina che oltre a essere fra le più conosciute in assoluto in Italia e non solo per il suo splendido mare e che annovera fra i gioielli da preservare l’Area marina protetta, è anche tristemente rinomata per l’abusivismo edilizio e per altre situazioni al limite della legalità per le quali si sta cercando di porre rimedio da diverso tempo.

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Quest’operazione segue di pochi giorni, peraltro, i sequestri di strutture e pontili, sempre in località La Strea, disposti dal pm Valeria Elsa Mignone. Una vicenda per la quale, però, è arrivata la concessione della facoltà d'uso, nonostante la convalida da parte del gip. Si procederà a tutti gli adeguamenti necessari. Uno stop forzato avrebbe peraltro rischiato di alimentare involontariamente proprio il fenomeno dell'ormeggio selvaggio.    

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