Cronaca

Porto: la società Condotte senza certificato antimafia

Otranto: allarme dell'opposizione sulla società che ha richiesto la concessione del porto turistico. Un appello alla tutela della città. La perdita del certificato annunciata dal ministro Di Pietro

Nel consiglio comunale di venerdì scorso, il gruppo di opposizione "Alleanza per Otranto" ha lanciato un allarme importante sulla richiesta di concessione del porto turistico, di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi, attraverso una propria interrogazione a risposta scritta. L'allarme riguarda in modo particolare la società richiedente della concessione, la Condotte d'Acqua spa di Roma, perché come si appreso da un articolo apparso il 3 aprile scorso su Il Sole 24 ore, detta società non ha più il certificato antimafia. L'accusa sulle colonne del quotidiano economico era stata posta dal ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che ribadendo la forza della Condotte spa ("terza in Italia per fatturato"), ha precisato di aver "dato disposizioni all'Anas affinché adotti con urgenza tutti i provvedimenti previsti dalla legge relativamente ai rapporti contrattuali in corso con la Società Italiana Condotte d'Acqua Spa, cui è stata revocata dal Prefetto di Roma la certificazione antimafia".

L'Anas avrebbe, quindi, di conseguenza bloccato tre lotti della Salerno-Reggio Calabria. Il nulla osta antimafia, richiesto sia all'inizio dell'appalto che nelle varie fasi di sviluppo, serve ad ottenere i pagamenti in ogni fase di avanzamento dei lavori. In genere ogni prefettura autonomamente valuta con discrezionalità il provvedimento, ma in casi simili, cioè di imprese di rilievo internazionale, appare scontato che anche le altre prefetture si adegueranno e negheranno anche per gli altri appalti il visto.

I problemi circa la Condotte spa, stando a quanto spiegato dallo stesso Di Pietro, riguarderebbe "la gestione di alcuni cantieri dell'autostrada Salerno Reggio Calabria e della nuova strada statale ss. 106 Jonica" e il diniego del nullaosta antimafia deciso dal Prefetto di Roma sarebbe nato dopo numerose verifiche del gruppo interforze di Reggio Calabria, che ha visitato più volte i cantieri trovando "un contesto ambientale inquinato", che evidenzierebbero "uno stretto legame tra la società e la criminalità organizzata calabrese". Riconoscendo la gravità di questa premessa, i consiglieri di opposizione hanno richiesto al sindaco e alla sua amministrazione quali siano i provvedimenti che intenderanno adottare con urgenza al fine di salvaguardare e tutelare Otranto, riguardo al procedimento amministrativo tuttora pendente innanzi alla Capitaneria di Porto di Gallipoli, analogamente a quanto già disposto dal ministro delle Infrastrutture.

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