Porto Miggiano, sigilli a un'area di 240 metri quadri all'interno dell'Augustus

I pubblici ministeri Antonio Negro ed Elsa Valeria Mignone hanno contestato la realizzazione di opere in difformità rispetto ai progetti originari per quanto concerne una sala ricevimenti e alcuni immobili che, da strutture commerciali, sarebbero state impiegate come appartamenti

Il costone sul quale sorge l'Augustus.

SANTA CESAREA TERME – Gli agenti del Nucleo investigavo di polizia ambientale del corpo forestale di Lecce hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Annalisa De Benedictis in una porzione piuttosto vasta del noto “Augustus Resort”.

Si tratta di una delle due strutture ricettive a cinque stelle sorte negli ultimi anni sulla scogliera di Porto Miggiano, l’incantevole località marittima a pochi chilometri da Santa Cesarea Terme che prende il nome dall’antica torre d’avvistamento a picco sul mare che sorge nelle immediate vicinanze.

Non è certo la prima volta che la Procura sonda quell’area. Nei mesi scorsi i sigilli sono scattati dopo alcuni lavori di consolidamento e urbanizzazione dell’attigua cala (nota in tutta il mondo per la sua bellezza, una delle cartoline di Santa Cesarea), ma è la prima volta che un intervento per presunti abusi edilizi viene a toccare anche una delle strutture ricettive sviluppatesi accanto.

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Anche in questo caso, esattamente come per la cala, il fascicolo è in mano ai pubblici ministeri Antonio Negro ed Elsa Valeria Mignone. Allo stato dei fatti, vengono contestate la realizzazione di alcune strutture in difformità rispetto alle autorizzazioni per quel che concerne in particolare una sala ricevimenti (infrastrutture aggiuntive rispetto a quelle originarie) e sette immobili ideati per ospitare attività commerciali, ma che sarebbero in seguito divenuti appartamenti. In tutto, i  sigilli sono scattati su un’area di circa 240 metri quadri.   

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