Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Porto Miggiano, il gip rigetta la richiesta di dissequestro avanzata dal Comune

Nuova bocciatura per la richiesta di dissequestro della cala, questa volta da parte del gip Vincenzo Brancato, dopo quello firmato dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro. I sigilli furono apposto a marzo dagli agenti del corpo forestale

LECCE – Nuova bocciatura per la richiesta di dissequestro della cala di Porto Miggiano. Si tratta del secondo rigetto, questa volta da parte del gip Vincenzo Brancato, dopo quello firmato dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro. Anche in questo caso l’istanza è stata presentata dall’amministrazione comunale di Santa Cesarea Terme, assistita dall’avvocato Pietro Quinto.

Con la stagione estiva alle porte, infatti, l'amministrazione, aveva chiesto la rimozione parziale dei sigilli all’area, per consentire l’accesso ai bagnanti. Bisognerà attendere il deposito delle nuove consulenze che la Procura ha affidato ai professori Dino Borri (ordinario del dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari) e Giuseppe Roberto Tomasicchio (titolare delle cattedre di Idraulica e Costruzioni idrauliche alla facoltà di Ingegneria civile dell’Università del Salento).

Tutto è cominciato quando, lo scorso 20 marzo, gli uomini del corpo forestale dello Stato hanno apposto i sigilli sia all’area a strapiombo sul mare (dove sono in corso alcuni interventi di consolidamento geotecnico), sia alla parte superiore, interessata da lavori di urbanizzazione. La misura è stata disposta ai fini probatori, per accertare la conformità dei lavori della falesia, finanziati con fondi Cipe per un importo di circa tre milioni di euro.

Alcuni sopralluoghi sono stati avviati per verificare se le strutture edificate in zona abbiano contribuito all’erosione della scogliera per poter dare un contorno alla vicenda che ha portato, peraltro, all’iscrizione di tre persone nel registro degli indagati: Salvatore Bleve, dirigente dei lavori pubblici del Comune di Santa Cesarea e responsabile unico del procedimento, Daniele Serio, direttore dei lavori e Maria Grazia Doriana, amministratore unico della Cem spa, ditta esecutrice dei lavori.

Nella richiesta presentata dal legale del Comune di Santa Cesarea, è stato dimostrato l’avvenuto completamento delle opere e quindi l’impossibilità di alterare lo stato dei luoghi o le indagini in corso. L’istanza, tuttavia, è stata rigettata poiché secondo il giudice i consulenti tecnici nominati hanno il compito di verificare se le opere marittime già realizzate possano essere qualificate come opere di difesa della falesia dalle onde o se, piuttosto, abbiano comportato un’alterazione della scogliera.

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