Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Porto Miggiano, scattano sequestro dell'area e blocco dei lavori: tre indagati

Il Corpo Forestale dello Stato di Lecce ha posto questa mattina i sigilli dopo l'avvio del disposto dai magistrati titolari del procedimento. Il lavori potrebbero "pregiudicare irreversibilmente lo svolgimento degli accertamenti tecnici in corso"

SANTA CESAREA TERME – Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sui presunti abusi commessi a Porto Miggiano, uno degli scorci più suggestivi di tutti il Salento. Nelle scorse ore, infatti, gli uomini del Nucleo investigativo per la protezione dell’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato di Lecce, hanno eseguito il sequestro probatorio dell’area disposto dai magistrati titolari del procedimento, i sostituti procuratori della Republica Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro. Un sequestro d’urgenza, giunto dopo un vertice avvenuto ieri in Procura, per bloccare il proseguimento dei lavori, che potrebbero “pregiudicare irreversibilmente lo svolgimento degli accertamenti tecnici in corso”. 

Dopo il deposito in Procura delle relazioni preliminari descrittive dello stato dei luoghi da parte due consulenti nominati a dicembre dai due pubblici ministeri, i professori Dino Borri e Giuseppe Tommasicchio (e ora al vaglio degli inquirenti), era atteso proprio per ieri un nuovo sopralluogo nell’area, poi saltato per l’assenza di uno dei consulenti. L’obiettivo del sequestro è dunque preservare lo stato dei luoghi ed eviatre che siano realizzate altre opere.

Si ipotizza, in particolare, il danneggiamento aggravato dei beni ambientali, e il reato di concorso in lottizzazione abusiva di terreni in zona sottoposta a vincolo. Tre le persone iscritte nel registro degli indagati: Salvatore Bleve, dirigente dei lavori pubblici del Comune di Santa Cesarea e responsabile unico del procedimento: Daniele Serio, direttore dei lavori; e Maria Grazia Doriana, amministratore unico della C.E.M. spa, ditta esecutrice dei lavori.

Le indagini, condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale di Lecce, dovranno chiarire, anche sulla base della consulenza dei due esperti, la conformità dei lavori di consolidamento della falesia, finanziati con fondi Cipe, per un importo da circa tre milioni di euro. Bisognerà accertare se le strutture create nell’area abbiano inciso sul logoramento della scogliera, più di quanto faccia già il tempo e l’erosione provocata dalle onde. Il nodo da sciogliere è se i lavori effettuati siano conformi alla normativa urbanistica e se abbiano come unico scopo il consolidamento del costone roccioso alle porte di Santa Cesarea Terme. A dare avvio all’inchiesta, nei mesi scorsi, alcuni esposti presentati in Procura, anche da associazioni ambientaliste (come il Comitato tutela Porto Miggiano), sulle presunte cementificazioni selvagge e i crolli nell’area di Porto Miggiano.

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