Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Posti letto in più per il Fazzi: Asl tampona l'emergenza delle extra locazioni

12 posti letto in più in un'ala adiacente all'unità di medicina interna. Sanguedolce: "Soluzione tampone per fronteggiare l'emergenza in vista del piano di riordino"

LECCE – Questione di poche ore e poi, il 16 febbraio, all’interno dell’ospedale “Vito Fazzi” verrà attivata una nuova ala, adiacente all’unità operativa di medicina interna, destinata all’accoglienza dei pazienti extra-locati: la posizione ideale, dal punto di vista logistico, per evitare che medici, infermieri ed operatori sanitari debbano scandagliare l’intero ospedale alla ricerca del paziente ricoverato chissà dove.

Si parte con 12 posti letto ed altrettanti infermieri, trasferiti per l’occasione da altri reparti (due per turno) insieme a 6 operatori sociosanitari ed altri due specialisti di medicina interna reclutati a tempo determinato. Poi, laddove ce ne fosse necessità, il numero dei ricoverati potrebbe aumentare fino a 18. Lo spazio c’è.

La direzione strategica della Asl di Lecce, come spiega il direttore sanitario Antonio Sanguedolce, ha individuato una soluzione tampone per superare il problema delle extra-locazioni che, a ben guardare, riguarda tutti gli ospedali della provincia (da Galatina a Scorrano fino a Gallipoli dove, in pediatria, ha trovato posto persino un anziano degente di 80 anni).

Nell’ala dedicata allo scopo, al 4° piano dell’ospedale del capoluogo, troveranno alloggio quei pazienti che finora erano stati smistati in discipline diverse e poco pertinenti, con grande disagio anche per il personale interno. Il fenomeno dell’extra locazione è comunque contingente, come spiega il manager della Asl: “Nelle ultime settimane l’azienda ha fatto i conti con un fabbisogno di ricoveri tale da costringerci a dover ricorre, purtroppo, ai posti letto in extra locazione. L’emergenza è legata in buona parte al picco influenzale ed al diffondersi di altre patologie tipiche dell’inverno, come le broncopolmoniti. Chiaramente, se il fabbisogno dovesse calare, provvederemo a disattivare questi letti aggiuntivi: non possiamo infatti parlare di un vero e proprio reparto, quanto di un’appendice dell’unità di medicina interna”.

La soluzione tampone, in buona sostanza, durerà fino all’applicazione del piano di riordino sanitario che, grazie all’attivazione di nuovi posti di lungodegenza, potrà dare una risposta più efficace e duratura al fabbisogno sanitario espresso dal territorio.

La medesima emergenza, in un primo momento, era stata affrontata mediante un tentativo di reclutamento estemporaneo di infermieri esterni, per mezzo di un concorso che è stato immediatamente contestato e quindi revocato: la soluzione fallì sul nascere a causa dell’inondazione di mail che intasarono la casella di posta elettronica dell’azienda sanitaria.

I manager hanno quindi imboccato un’altra strada e procederanno al trasferimento delle risorse interne prese da altri reparti, senza incappare in particolari rischi di sotto organico. “Il sacrificio sarà distribuito tra i vari reparti: ciascuno rinuncerà ad un infermiere ed in realtà la soluzione conviene a tutti, perché ci sarà un alleggerimento delle prestazioni legate all’extra-locazione”, conferma il direttore Sanguedolce.

La direzione generale, per implementazioni future, guarda anche allo scorrimento della storica graduatoria degli infermieri a tempo determinato: “Stiamo verificando le varie disponibilità e attingeremo da quella graduatoria – aggiunge il direttore – per quanto all’inizio ci abbia creato dei problemi dovuti al fatto che molti degli infermieri chiamati erano impegnati altrove”.

Il segretario provinciale Fp Cgil, Floriano Polimeno, ha voluto lanciare una proposta: replicare la formula sperimentata al Fazzi nel “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli:  “In questo modo – spiega – verranno attivati 50 nuovi posti letto tra i due ospedali. La struttura della città bella ha un intero reparto libero, dislocato al 6° piano, disponibile allo scopo”.

La Asl non esclude questa eventualità ma, per ora, l’emergenza si concentra nel capoluogo: “Procediamo per gradi e poi si vedrà – replica Sanguedolce -; diversamente corriamo il rischio di andare in sovrannumero rispetto alla domanda di ricoveri”.

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