Tracciato del gasdotto, potati altri 300 ulivi. Escoriazioni per giornalista

Mentre gli attivisti cercavano di rallentare gli interventi, un 34enne è stato fermato dalla polizia con un drone sprovvisto di autorizzazzione

MELENDUGNO - Oltre 300 ulivi sono stati potati questa mattina dalle maestranze della ditta che lavora per conto di Tap sul tracciato che va dall'area del terminale di ricezione a quella dove è previsto il pozzo di spinta del microtunnel. Il conto supera così le mille piante, più della metà del totale previsto in questa fase di interventi.

Come nei giorni scorsi gli attivisti del Movimento No Tap hanno cercato di rallentare le operazioni, condotte sotto la stretta vigilanza di polizia e carabinieri e sono state messe su anche delle piccole barricate con pietre a secco. Si è registrato, come il video documenta, un certo parapiglia allorquando Ian Hustak, 34enne originario della Repubblica Ceca che ha dichiarato di essere stato ingaggiato insieme ad un'altra persona dal portale internazionale di informazione ambientalista 350.org per realizzare un reportage sui luoghi del gasdotto, è stato fermato: indossava una pettorina fluorescente, di quelle che oramai comumente vengono usate per contrassegnare gli operatori del mondo dell'informazione. 

Il video: spintoni e urla

L'uomo è stato poi accompagnato presso il pronto soccorso di Lecce per farsi medicare alcune escoriazioni: quando gli attivisti hanno cercato di avvicinarsi a lui, infatti, sono venuti a contatto con la polizia e c'è stato qualche spintone e strattone. Aveva con sè anche un drone e pare che sia stato proprio questo dispositivo, sempre più usato per fare riprese dall'alto, ad attirare l'attenzione del personale della questura: si tratta di capire se per adoperarlo avesse bisogno di un'autorizzazione. Il 34enne, parlando in inglese, ha spiegato che le immagini potevano essere tranquillamente visionate ma non acquisite. 

La nota della questura sull'accaduto

In mattinata la polizia ha individuato e identificato un 34enne cittadino della Repubblica Ceca, che pilotava un drone, presentato dai No Tap come giornalista di non precisata testata, al solo fine, poi manifestatosi, di sottrarlo ai controlli. In un primo momento si è rifiutato di fornire le proprie generalità ed è stato strattonato da appartenenti al Movimento No Tap per sottrarlo al controllo di polizia. Il personale di polizia, nonostante la resistenza messa in atto dal gruppo di attivisti, ha proceduto comunque alla sua identificazione. Il 34enne, una volta preso atto della regolarità del controllo di polizia, ha spiegato di essere proprietario del drone, il cui utilizzo, finalizzato alla realizzazione di un reportage sui lavori della società Tap, non è stato autorizzato e volava sulle teste delle persone, cosa assolutamente vietata in Italia.

Contrariamente a quanto riportato (precisa la polizia), il giornalista Ceco indossava una maglietta non di colore nero, bensì rosso con l’effigie di Che Guevara e non aveva nessuna pettorina identificativa, né è stato in grado di mostrare nessun tesserino che lo qualificasse come giornalista. La gamba escoriata risulta inoltre appartenere ad altra persona estranea ai fatti descritti.Tutta l’operazione è stata videoripresa dalla polizia scientifica e i filmati saranno inviati all’autorità giudiziaria a corredo delle denunce per resistenza a pubblico ufficiale.

Il commento della senatrice Donno, M5S

Sulla vicenda si è espressa la senatrice Daniela Donno del M5S, vice presidente della commissione Diritti Umani: "Dispiace venire a sapere che un giornalista è rimasto contuso nelle campagne interessate dal tracciato Tap, dove stanno avvenendo le operazioni di capitozzatura degli ulivi. La protesta dei cittadini è, e deve rimanere, pacifica. Per questo è fondamentale limitare ogni possibile episodio di tensione".

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"Il territorio salentino -ha proseguito la parlamentare - sta subendo le conseguenze di una politica industriale scellerata e invasiva, che non rispetta le campagne, gli uliveti, e oltre al danno economico per gli agricoltori deturpa anche la costa, che rischia di perdere ogni attrattiva turistica. Si tratta, e non ci stancheremo mai di dirlo, di un'opera inutile e dannosa, che non porterà nessun vantaggio per il territorio. Dunque, è comprensibile che gli animi siano accesi. In tutto questo, peròqualsiasi forma di violenza e da chiunque provenga, è inammissibile, eventuali momenti di contrasto devono trovare immediata composizione, proprio per evitare spiacevoli conseguenze".

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