rotate-mobile
Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

Dopo l’omicidio, la prefettura convoca i sindaci. Presto una maxi manifestazione

Il prefetto di Lecce ha inteso confrontarsi col primo cittadino di Casarano, Ottavio De Nuzzo, nell’ambito del comitato tecnico per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e degli amministratori locali

LECCE – Al di là dell’innalzamento della sicurezza deciso sabato mattina, nell’urgenza dell’omicidio di Antonio Amin Afendi avvenuto nel cuore di Casarano e in pieno giorno, la prefettura di Lecce ha ritenuto di dover scavare a fondo alla questione. E ha ascoltato il sindaco della cittadina, Ottavio De Nuzzo, nell’ambito del comitato tecnico per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e degli amministratori locali.

Oltre al primo cittadino di Casarano, nella mattinata di oggi hanno preso parte al tavolo i sindaci dei sei comuni del circondario: Antonio Cavallo di Ruffano, Alessandro Conte di Melissano, Luigi Guidano di Taurisano, Laura Manta di Collepasso, Giuseppe Tanisi di Taviano e Johnny Toma di Matino. Assieme al prefetto Luca Rotondi e al vicario del questore Francesco Triggiani; al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Donato D’Amato e al comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Sefano Ciotti.

Il video: le dichiarazioni

“Importante sentire i sindaci del territorio, in particolare di Casarano e dei comuni limitrofi: un’area oggetto di massima attenzione e sulla quale saranno intensificati i controlli”, spiega il numero uno di via XXV Luglio prima dell’avvio del tavolo. “Confrontarsi con la preoccupazione degli amministratori ci consentirà di pianificare al meglio gli interventi e procedere con una prevenzione più capillare”.

Il tavolo in prefettura

Uno spazio istituzionale per esprimere le proprie perplessità, quello di oggi, soprattutto quelle del primo cittadino casaranese, De Nuzzo, in questo momento l’amministratore maggiormente coinvolto nella trattazione del fenomeno criminale, a seguito dell’efferato fatto di cronaca di sabato scorso. Quando a Casarano sembrava ormai soffiare il vento della tregua, dopo un 2016 funestato da omicidi, sparatorie e gambizzazioni, ecco che la cittadina è tornata a essere associata al termine “agguato”.

Nella mattinata di domenica scorsa, la comunità aveva già reagito con il sit-in organizzato dall’associazione “Libera contro le mafie” e dal Comitato intercomunale per la legalità in piazzetta Petracca, luogo dell’assassinio risolto nel giro di poche ore dai carabinieri della compagnia locale con un fermo e con una denuncia. Ma sabato prossimo, 9 marzo, è attesa una manifestazione di più ampia portata, allargata a tutti i sindaci del Salento e con un invito ufficiale rivolto alle scuole.

Gli amministratori dell’hinterland sono del resto tutti concordi sul fatto che poco si possa fare per sconfiggere la criminalità, se non lavorando sulla mentalità che trattiene ancora quei retaggi di cultura mafiosa. Si era fatta strada la voce, poco dopo l’assassinio di Afendi, che ad allertare forze dell’ordine e numeri di emergenza sia stato soltanto un carabiniere libero dal servizio. Molti passanti, invece, sarebbero rimasti paralizzati dall’incapacità di agire. Quasi certamente per paura.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dopo l’omicidio, la prefettura convoca i sindaci. Presto una maxi manifestazione

LeccePrima è in caricamento