Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Centro / Viale XXV Luglio

Emergenza Gallipoli, stop alcolici negli happy hour e serate sulla costa con i turni

"Durante il periodo estivo passiamo da 25mila abitanti a 250mila abitanti". E' la cifra, ricordata dal sindaco di Gallipoli Errico poco prima della seduta convocata dal prefetto di Lecce Giuliana Perrotta. Forse vicini ad una soluzione, da questa sera

LECCE – Forse una soluzione. Tampone. Ma che vuol correre ai ripari, a stagione ormai andata, per fronteggiare il fiume di vacanzieri di agosto, dicono non previsto, e che per questo avrebbe colto un po' tutti impreparati. Anche se le previsioni per le vacanze 2013 che mettevano al top delle mete turistiche italiane, Puglia ed Emilia Romagna, circolavano già da febbraio.  

Comunque sia: stop da questa sera agli alcolici negli happy hour e serate sulla costa, anche nei lidi, con turnazione. Mai più feste organizzate tutti insieme. Tanto per capirci. Nel rispetto di chi vuol relax e non intende tornare a casa, a fine vacanze, con i timpani sfondati e il cervello in tilt. Sarebbe questa la soluzione scaturita dalla riunione tenuta questa mattina nella Prefettura di Lecce. Una bella sfida, abituarsi a certe cose, a certe cooperazioni per il bene di tutti, tra gli addetti ai lavori. Ma vale la pena provarci. Anche perchè lo fanno già altrove e le cose vanno molto meglio. Basta copiare, se proprio uno non ci arriva.

“Durante il periodo estivo passiamo da 25mila abitanti a 250mila abitanti”. E' il rapporto "impazzito" ricordato giustamente dal sindaco di Gallipoli Francesco Errico poco prima della seduta convocata dal prefetto di Lecce Giuliana Perrotta sul tema scottante, e non solo perché estivo, inerente legalità e rispetto delle regole durante questa affollata, e per certi versi delirante, stagione estiva nella “città bella”, tra Gallipoli town, la Baia verde e nei lidi racchiusi lungo la costa ionica di competenza comunale. 2-246-21

C'è chi dice che proprio la Baia verde sarebbe divenuta un rave perpetuo, tanto da spingere molti proprietari di appartamenti a vendere. C'è chi imputa la decadenza turistica ai gruppi di giovani provenienti da mezza Italia che hanno scambiato Gallipoli con Ibiza: tolti loro - gli stessi che hanno riempito i pronto soccorso degli ospedali salentini per esseri giunti strafatti di alcol e altro - i problemi sarebbero risolti. Chi, alla gestione delle strutture ricettive. Chi ai gestori dei locali notturni. Chi all'amministrazione comunale. Ce n'è per tutti.

E così, mentre i residenti d’estate passano da 25mila a 250mila, i fatti che registra la cronaca si susseguono e spezzano quell’incantesimo che sembrava proteggere la Gallipoli di un tempo, sospesa tra “viste” veneziane e arabe. Oggi le incursioni sono altre. E se i veneziani e gli arabi lasciavano ai posteri magnifici prospetti edilizi nell'isolotto su cui sorge la città vecchia, edifici e angoli tuttora irreali per quanto affascinanti, chi parte da Gallipoli dopo l’abbuffata vacanziera, lascia tutt’altro. Grane da risolvere. Il minimo.

Mentre scriviamo è finita da poco la riunione convocata in prefettura per fare il punto sulla situazione. Il rappresentante del governo a Lecce ha aperto la discussione con i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, carabinieri, questura, guardia di finanza, polizia locale e primo cittadino di Gallipoli, i procuratori Cataldo Motta ed Ennio Cillo, associazioni del settore turistico, Assobalneari Salento, Sib-Fipe, Confesercenti, Confindustria alberghi, Confcommercio Lecce.

“Il rispetto della legalità e la protezione sociale dei nostri giovani sono valori non negoziabili – ha tagliato corto il prefetto Perrotta che senza voler criminalizzare l'intero settore ha invitato gli operatori economici che vivono di turismo ad assicurare effettivamente il rispetto delle norme. E ha aggiunto: “Valori che non limitano la libertà economica, che non sono dd'impedimento all'offerta di servizi che ruota intorno al turismo. Anzi,  l’attenzione di tutti verso determinati valori esalta il nostro turismo e lo qualifica".

Il prefetto ha poi continuato soffermandosi su un altro aspetto: "D’altronde, durante le varie conferenze economiche che abbiamo tenuto nel corso dell’inverno, tutti i partecipanti si sono sempre impegnati a rispettare la legalità, la sfera dei giovani e quant’altro. Perché ritentiamo che la tutela verso i beni comuni – ha concluso prima dell’inizio della riunione a porte chiuse - non limita l’attività economica ma la esalta. Non dimentichiamo che abbiamo vissuto un momento molto critico prima dell’estate quando a Porto Cesareo , dove si era registrata una sorta di illegalità vissuta, ed ecco perché gli organi deputati sono intervenuti a ripristinare le regole”.  

Il primo cittadino di Gallipoli si è impegnato ad una verifica capillare delle autorizzazioni, all'adozione di provvedimenti nel rispetto delle normative vigenti, ma anche, nel medio termine, all'adozione del Piano di zonizzazione e di quello delle coste.

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