Prelievi fraudolenti dal bancomat: madre e figlia di riprovano ancora

Denunciate le due stesse donne di Eboli che erano già finite in arresto all'inizio dell'anno. I fatti ad agosto a Lecce

LECCE - Hanno iniziato il 2017 con un arresto, lo stanno chiudendo con una denuncia. Il motivo? Sempre lo stesso: prelievi fraudolenti al bancomat. Una tecnica consolidata, evidentemente, e che hanno messo a frutto più volte e sempre d’estate, nel Salento. Prima quella del 2016, poi l’ultima.

Si tratta di Rita Petrillo, 53enne, e di Veronica Morelli, 30enne, rispettivamente madre e figlia, di Eboli. Nei giorni scorsi sono state deferite alla Procura dai carabinieri della stazione di Lecce principale, dopo una serie di accertamenti partiti da una denuncia presentata da una pensionata del capoluogo di 76 anni.

La malcapitata, il 24 agosto scorso, a Lecce, subì il furto del portafoglio. Dentro c’era la sua carta bancoposta e il pin. Le due donne, riuscirono così a effettuare prelievi presso vari sportelli. Non una novità, come detto, perché già a inizio anno erano finite nei guai, in quel caso addirittura in carcere, a Salerno, dopo indagini portate avanti dai carabinieri della stazione di Corigliano d’Otranto e partite dopo la denuncia  presentata a ferragosto da una 64enne di Melpignano.

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In quel caso, la vittima si trovava a Ruffano per visitare il santuario di San Rocco. Fu avvicinata dalle due donne che le sfilarono il portafogli contenente soldi e la carta bancoposta. Insomma, identica situazione, con ben cinque prelievi. Arrestate a distanza di mesi dai fatti, quando erano ormai da tempo ritornate a Eboli, ma evidentemente uscite, nonostante tutto anche nell’ultima estate devono aver fatto “vacanze” nel Salento, trovando i soldi per mantenersi nello stesso modo. Entrambe rispondono di ricettazione.

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