Cronaca

Premiato il comandante Pezzuto: evitò un danno ambientale a Ugento

Medaglia d’argento per il tenente di vascello Sandro Pezzuto di Trepuzzi, comandante dell'ufficio circondariale di Giulianova, ma nel 2008 a capo della sezione tecnica della capitaneria di porto di Gallipoli. Coordinò le operazioni di disincaglio della Marti Pride che trasportava sostanze chimiche

ROMA – Una medaglia d’argento per il tenente di vascello Sandro Pezzuto, originario di Trepuzzi, oggi comandante dell'ufficio circondariale marittimo di Giulianova Marche, ma nel 2008, nel periodo cioè al quale si riferisce l’episodio che gli è valso una benemerenza, a capo della sezione tecnica della capitaneria di porto di Gallipoli.

Grazie al suo intervento suo e a quello degli uomini da lui comandati, infatti, quell’anno fu scongiurato il serio rischio di un danno ambientale al largo di Ugento, nel mar Ionio. Come molti ancora ricorderanno, sette anni addietro ina nave commerciale, la “Marti Pride”, si arenò fra le secche e rimase ferma per quindici giorni.

Fra i 150 container che trasportava, ve n’erano cinque contenenti prodotti chimici pericolosi. La prestigiosa benemerenza in materia ambientale di seconda classe è stata conferita al comandante Pezzuto proprio per aver evitato il rischio di versamento in mare di oltre 6mila litri di idrocarburi e sostanze pericolose. A consegnarla, il ministro Gian Luca Galletti in una cerimonia si è svolta oggi presso l'auditorium del ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.

La "Marti Pride" fu disincagliata il 21 marzo del 2007. Il cargo, battente bandiera turca, fu recuperato e trasportato a nord di Gallipoli, in una zona sicura. Ancora fino al pomeriggio precedente, gli uomini e i mezzi chiamati al lavoro, avevano fallito l’ennesimo tentativo. Poi, finalmente, alle prime luci dell'alba del 21 marzo, dopo il trasbordo di una trentina di container ancora rimasti sul cargo (tra i cui cinque contenenti merci pericolose) a bordo di un motopontone greco, il disincaglio con due rimorchiatori. I controlli della capitaneria di porto di Gallipoli non evidenziarono prodotti inquinanti nello specchio d'acqua.

Il battello commerciale, di 92 metri di lunghezza per una stazza di 2mila e 700 tonnellate, si arenò la notte de 6 marzo. La motonave, partita da Taranto, si trovava in rotta verso Durazzo, in Albania, quando improvvisamente rimase bloccata a causa delle secche. Il mercantile trasportava 150 container, dei quali solo otto carichi e in particolare cinque con prodotti chimici ritenuti pericolosi, ma al tempo stesso non altamente inquinanti in quanto idrosolubili. Fu una lotta continua per oltre due settimane, a causa delle condizioni meteorologiche impervie. 

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