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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Taurisano

Presa a calci nello stomaco, a schiaffi e pugni: a processo l’ex convivente

E’ stato disposto il giudizio immediato nei riguardi di un 25enne di Taurisano accusato di maltrattamenti, stalking e lesioni nei riguardi di una ragazza di 19 anni con cui aveva avuto una relazione

TAURISANO - L’avrebbe aggredita ripetutamente sia fisicamente, con calci nello stomaco, schiaffi e pugni, che verbalmente, dandole della poco di buono. E, in più occasioni, le avrebbe distrutto il cellulare per impedirle di chiedere aiuto. E’ questo l’inferno raccontato da una ragazza di 19 anni nella denuncia sporta nei riguardi dell’ex convivente, un 25enne residente a Taurisano, che dovrà rispondere di maltrattamenti, stalking e lesioni aggravate dal banco degli imputati. Il processo si aprirà l’11 gennaio davanti alla giudice della prima sezione del tribunale di Lecce Maddalena Torelli.

Lo ha deciso nei giorni scorsi, la giudice Cinzia Vergine che ha accolto, vista l’evidenza della prova, l’istanza di giudizio immediato formulata dalla pubblica ministera Erika Masetti.

Sono diversi gli episodi di cui dovrà rispondere l’imputato, attualmente ai domiciliari per questa causa, e riguardano gli ultimi anni di convivenza, dal dicembre 2018 all’aprile 2020, e anche il periodo successivo alla fine della relazione avvenuta lo scorso febbraio.

In un'occasione, avvenuta dopo la nascita del figlio si sarebbe scagliato contro la vittima che si trovava nei pressi della villetta comunale del paese insieme alla sorella, afferrandola per i capelli e buttandola violentemente a terra, nel contempo privandola del cellulare e riducendolo in frantumi. Avrebbe desistito solo grazie all’intervento della sorella, sostiene l’accusa, che sarebbe riuscita a bloccarlo anche in una successiva aggressione. In un’altra circostanza, ancora, l’avrebbe ferita all'occhio e al sopracciglio destro.

Dopo la fine della relazione, il 25enne le avrebbe tolto il fiato, tempestandola di messaggi whatsapp e chiamate, dal contenuto offensivo e minaccioso. Non solo. L’avrebbe aggredita ancora una volta nei pressi di un bar tirandole un forte schiaffo sulla parte sinistra del viso colpendole l'occhio ed il labbro, spingendola e facendola cadere al suolo; non pago, l’avrebbe raggiunta mentre cercava di scappare per chiedere aiuto, afferrandola per i polsi e strattonandola con forza, e distruggendole anche in questo caso il telefonino.

La vittima, dopo l’accaduto, fu costretta a ricorrere alle cure mediche e i sanitari riscontrarono un "trauma polso destro, ginocchio sinistro ed arcata zigomatica sinistra", guaribile in dieci giorni.

Sarà il processo a stabilire se le accuse siano fondate.

A difendere l’imputato ci penserà l’avvocato Giuseppe Presicce.

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