Cronaca

Presi a botte per fermare un vandalo: premiati ragazzi

L'omaggio, nel salone della prefettura, a tre adolescenti che lo scorso 8 settembre furono aggrediti ad Aradeo. Avevano tentato di dissuadere un quarto ragazzo, mentre danneggiava la sede del Comune

Il ministro Fitto durante la premiazione.

LECCE - Alla fine, il bene trionfa sempre, come nel più classico dei film. Meglio se bene fa rima con senso civico. Ma stupisce ancora più se ad incarnare i ruoli di paladini dell'etica siano alcuni ragazzini di 14 anni. I fastosi lampadari del salone della prefettura di Lecce hanno illuminato la cerimonia, in pompa magna, che ha visto gli adolescenti come protagonisti della mattinata. Il senso civico spiegato ai ragazzi. O meglio, dai ragazzi. Un'iniziativa per celebrare il coraggioso atteggiamento che tre giovani, tutti minorenni, hanno dimostrato lo scorso 8 settembre quando nella piazza antistante la sede del comune di Aradeo, hanno provato a fermare un vandalo che, dopo aver divelto un mattone e averlo frantumato, ha cominciato a scagliare cocci contro le finestre del municipio nell'intento di danneggiarne le finestre.

Davanti alle esortazioni dei tre, e in preda ad uno scatto di violenza gratuita, il malintenzionato si è scagliato contro di loro, aggredendoli con calci e pugni. La sua sconcertante ira non si è fermata quella sera neppure davanti alle implorazioni delle vittime. Anzi, rincarando la dose, ha afferrato per i piedi uno dei ragazzi, spingendolo in un volo di tre metri al di là della recinzione che delimita la piazza sopraelevata.

In quell'occasione i giorni di prognosi sono stati numerosi, se i tre studenti si sono ritrovati con fratture a polsi e gomiti e denti frantumati. Nella giornata in cui si è voluto celebrare il valore civico dei tre protagonisti, il primo a prendere la parola è stato proprio il prefetto di Lecce.

"La mia scrivania è quotidianamente invasa da segnalazioni di furti, rapine e proteste - ha esordito Giuliana Perrotta -, ma dobbiamo guardare al nostro tempo, anche con fiducia. Nel mare magnum delle segnalazioni giunte, un episodio come questo sta a dimostrare come il sostegno delle istituzioni non sia sufficiente se i cittadini non fanno fino in fondo la loro parte".

Anche Lucrezia Stellacci, dirigente generale dell'ufficio scolastico regionale, ha ribadito l'importanza del comportamento esemplare adottato dai tre studenti di Aradeo: "Fondamentali l'onestà e il coraggio con i quali ci si fa portatori di simili valori. Siamo tutti responsabili del volto dell'altro- ha aggiunto la dirigente- poiché è questa attitudine a rappresentare l'indicatore ineludibile del pensiero umano". Del resto, è lo stesso articolo 4 della Costituzione a ribadire come "ogni cittadino abbia il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".

Compimenti misti ad una condanna secca e decisa ai comportamenti violenti sono giunti dal sindaco di Aradeo, Daniele Perulli che oltre a rammentare l'importanza del gesto di questi piccoli eroi, ha voluto omaggiare le famiglie dei ragazzi "alle quali bisogna attribuire il vero merito in questa giornata, per aver educato al senso civico ed aver instillato il coraggio, anacronistico oggigiorno, a cui abbiamo assistito", ha concluso.

Un inno alle famiglia a cui il presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone, ha aggiunto anche quello per lo stesso prefetto "che ha dimostrato attenzione, sensibilità e un notevole tempismo nei confronti della vicenda immortalando fin da subito, come in una fotografia, l'episodio e il comportamento dei tre ragazzi". Ha aggiunto: "Se si pensa ai 500 mila euro che ogni anno l'ente provinciale spende per ripulire le strade del Salento da lattine e residui accumulati nei mesi estivi, è normale stupirsi davanti ad un gesto simile. Di chi, a soli 14 anni, tenta di difendere il patrimonio pubblico dalle intenzioni di un balordo".

Il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, chiamato a presenziare la cerimonia, aggiungendo solennità alla mattinata, ha posto invece l'attenzione sul valore sostanziale, e poco formale, della cerimonia. "Con l'auspicio che un fatto simile, concreto e tangibile, possa fungere da esempio a tutti i ragazzi del Tacco. Un episodio che non deve restare isolato, ma deve aprire ad un percorso- ha dichiarato- come condizione essenziale alla costruzione di una società più attenta ai bisogni, ma anche al rispetto dei beni monumentali, ambientali e storico-paesaggistici".

Al ministro magliese è spettato il compito di consegnare l'attestato di merito a M.S., il primo dei premiati. Ancora visibilmente scosso e "bardato" di ingessature e garze sulle braccia. Poi è la volta della pergamena a L.S. e, infine, M.C. (nota: i nomi non sono stati diffusi).

Ulteriori targhe commemorative sono state poi distribuite dal sindaco di Aradeo prima che la giornata in viale XXV Luglio si concludesse definitivamente. Con l'inno d' Italia di Mameli intonato da una soprano, come ogni evento solenne che si rispetti.


Con un "Uniamoci, amiamoci" cantato a squarciagola che forse per gli scolari della I A dell'istituto industriale di Galatina e per quelli dell'artistico seduti accanto, risuonerà come un invito a proseguire con lo stesso coraggio dimostrato finora dai loro tre, temerari, compagni di classe.

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