Cronaca

Al lavoro nella maxi cava abusiva grande quanto dieci campi di calcio: sigilli

Due denunce del Noe e sequestro anche per tredici macchinari a Presicce-Acquarica. Contestato pure l'inquinamento ambientale per compromissione del suolo

PRESICCE-ACQUARICA – Pensate a dieci campi di calcio, uno accanto all’altro, e avrete un’idea della dimensione del terreno sul quale sono stati apposti i sigilli. Uno dei più grossi sequestri mai effettuati nel settore delle attività estrattive, nel Salento, è avvenuto questa mattina in un’area compresa fra le provinciali 193 e 325, al di fuori dell’abitato di Presicce-Acquarica, in un punto a metà strada circa da Lido Marini di Ugento.

A occuparsi del controllo, terminato con la denuncia dei gestori, un 62enne e un 71enne, sono stati i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce. Si tratta di un’enorme cava di 100mila metri quadrati. La misura è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce, che ha concordato in tutto con le ipotesi investigative e, di conseguenza, le richieste avanzate dai carabinieri diretti dal colonnello Dario Campanella, scaturite da un controllo effettuato l’11 scorso, in una zona dove si era all'opera senza alcun titolo autorizzativo e in violazione di numerose norme di settore, nazionale e regionale.

Un aspetto di rilievo nella vicenda è da ricercarsi nella contestazione del reato di inquinamento ambientale, attribuito ai gestori della cava perché avrebbero provocato, agendo abusivamente, compromissione e deterioramento “significativi e misurabili” del suolo effettuando escavazioni in profondità, rispetto al piano di calpestio, asportando migliaia di metri cubi di materiale litoide.

Oltre all’area, sono state sequestrate anche tredici macchine operatrici utilizzate per le operazioni di scavo, fra cui muletti, escavatori e macchinari per la frantumazione.  Il valore del sequestro ammonta supera il milione e mezzo di euro.

Il settore del ciclo del cemento e la regolarità delle attività estrattive, sono tra gli obiettivi ritenuti a maggiore impatto dal punto di vista della salvaguardia del territorio, tanto che al riguardo, il Comando carabinieri per la tutela ambientale e la transizione ecologica di Roma, li ricomprende ogni anno nei settori d’intervento dei Noe dislocati sul territorio nazionale. E, nel caso della provincia di Lecce, è solo l'ultimo sequestro effetuato negli ultimi mesi.

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