Cronaca

Presidente Bat replica al vescovo: "Manterremo impegni"

Francesco Valli, presidente della British American Tobacco Italia, ha preso carta e penna, scrivendo all'arcivescovo di Lecce. "Pronta a confrontarci con le rappresentanze sindacali dei lavoratori"

LECCE - Intanto, Francesco Valli, presidente della British American Tobacco Italia, ha preso carta e penna, scrivendo all'arcivescovo di Lecce, monsignor Domenico D'Ambrosio. Una replica alle parole espresse dal prelato nei giorni scorsi, sull'emergenza in corso. Monsignor D'Ambrosio aveva manifestato forte preoccupazione, per la decisione dell'azienda di chiudere il ramo leccese, facendosi portavoce delle angosce dei lavoratori.

"Mi permetta di esprimerLe la riconoscenza, mia personale e della Bat Italia, per il caloroso ed autorevole intervento nell'ambito della vicenda che in questi giorni interessa la nostra Manifattura Tabacchi di Lecce", esordisce il presidente dell'azienda. "Lei giustamente esprime preoccupazione per la decisione della Bat Italia di cessare la produzione di sigarette che, incluso l'indotto diretto, da lavoro a poco meno di 400 persone. Ciò anche in considerazione della crisi occupazionale che investe il nostro Paese ed in particolare il sud Italia, senza ovviamente risparmiare il Salento".

"Questa preoccupazione - scrive Valli - è, Le assicuro, anche la preoccupazione di Bat Italia. A tale proposito, mi permetta di sottolineare che la Bat Italia contestualmente all'ufficializzazione della decisione di cessare l'attuale produzione di tabacco lavorato, ha altrettanto fermamente e senza equivoci dichiarato di essere pronta a confrontarsi con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, per promuovere insieme e sostenere direttamente un progetto solido e sostenibile di riconversione industriale, che rispetti la vocazione industriale dell'area e soprattutto garantisca la piena occupazione di tutti coloro che attualmente prestano la loro opera nella Manifattura Tabacchi di Lecce".

"L'impegno di Bat Italia è far sì che non solo non ci sia alcun impatto sociale ma anche che il piano di conversione industriale generi sviluppo e occupazione in linea anche con filiere produttive già presenti nel Salento e nella Regione Puglia, facendo leva sulle professionalità esistenti tra le maestranze e su programmi di riqualificazione professionale, laddove necessari. Bat Italia - prosegue il presidente - non è nuova a questo tipo di approccio avendo già negli anni recenti gestito diversi piani di conversione a seguito di ristrutturazioni industriali, piani che hanno sempre garantito continuità occupazionale e sviluppo".

"Mi preme inoltre sottolineare che la definizione di questo processo richiede collaborazione e determinazione delle parti in causa - azienda e rappresentanti sindacali - e l'assoluta necessità di evitare strumentalizzazioni per interessi particolari. Il solo interesse in questo momento è la continuità occupazionale dei lavoratori. Quest'approccio è il frutto non solo della volontà della Bat Italia di operare sempre all'interno dei principi della responsabilità sociale, ma anche perché crediamo che il primo capitale da salvaguardare sia la persona nella sua integrità e dignità, così come il Santo Padre ha riaffermato nella enciclica Caritas in Veritate. In questo senso crediamo fermamente che la persona e la sua integrità, siano certamente più rispettate investendo risorse per creare le condizioni ed implementare nuovi piani di conversione sostenibili che rispettino il tessuto sociale e garantiscano la piena occupazione, piuttosto che continuare con attività non più economicamente competitive".


"Non posso quindi che unirmi umilmente a Lei per rassicurare i lavoratori e le loro famiglie che la Bat Italia non farà mancare il suo sostegno e il suo impegno per creare le condizioni - conclude - per un futuro di lavoro e di benessere".

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