Il presidente Tanisi rassicura: "Nessun caso di legionella in Tribunale"

Dalla Corte d'Appello la smentita dell'allarme che era stato raccolto dalla segreteria regionale di Confsal-Unsa e che si era diffuso tra gli operatori

LECCE - “Nessun caso di legionella nel Tribunale di viale de Pietro. Nessun allarme sociale, dunque”: la rassicurazione arriva dal presidente della Corte d’Appello di Lecce Roberto Tanisi.

Insomma, l’eventualità di un dipendente colpito dal pericoloso e contagioso batterio sarebbe stata solo un pettegolezzo che, nei giorni scorsi, ha trovato eco fuori dal Palazzo di Giustizia, con le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dal segretario generale della Federazione Confsal-Unsa Massimo Battaglia: “Circolano tra il personale voci insistenti e concordanti riguardo alla possibile presenza di contagio da legionella. Dopo due lettere strettamente riservate agli uffici leccesi, ho scritto infine al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, alla Corte di appello e alla Procura generale di Lecce e al Visag di Bari, che è il servizio di vigilanza ministeriale sull'igiene e sicurezza”.

Proprio per sciogliere ogni dubbio il presidente Tanisi, in seguito alle verifiche del caso, una settimana fa, ha preso carta e pena per scrivere una lettera alla segreteria generale del sindacato e a quella regionale da cui era partita la segnalazione: “Con riferimento alla richiesta di informazioni pervenuta da Codesta sigla sindacale allo scrivente ufficio, e facendo seguito alle rassicurazioni fornite dalla dirigente della Corte via e-mail lo scorso 31 agosto, si rileva che ad oggi nulla è cambiato in merito alla questione citata in oggetto, e nessuna notizia di casi di contagio è giunta alla scrivente Corte.

Ad ogni modo, dopo gli articoli di stampa di questi ultimi giorni, è stata fatta richiesta al medico competente per gli uffici giudiziari leccesi, al fine di avere notizie più precise sulla questione, che in data odierna ha confermato al sottoscritto che nessuna notifica dell’esistenza della patologia tra il personale dipendente degli uffici giudiziari è stata mai fatta dagli unici organi preposti a farlo (ASL competente). Nessun allarme sociale, dunque”.

Non solo. Tanisi, nella missiva, inviata per conoscenza anche alle organizzazioni e alle rappresentanze sindacali e al personale degli uffici giudiziari, ha rassicurato sulla cura degli impianti, attraverso i quali, in caso di cattiva manutenzione, potrebbe diffondersi il pericoloso batterio: “Gli impianti di condizionamento del Palazzo sono regolarmente puliti e sanificati e anche l’impianto idrico, nei mesi scorsi, è stato completamente rifatto, con la sostituzione delle cisterne d’acqua, dell’autoclave e delle pompe”.

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