Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

“Gli impegni vanno rispettati”. Dipendenti di Sanitaservice in presidio a Bari

Salta il vertice con sindacati e Asl, programmato per oggi, per visionare la proposta di incremento del monte ore. Cisal e Usb su tutte le furie, indicono lo stato d'agitazione: "Non ci muoveremo finché non ci convocheranno"

L'immagine di una vecchia protesta dei lavoratori

BARI – Impegni non mantenuti: il banco di Sanitaservice rischia di saltare, anche se non è l’intera società in house, creata dall’azienda sanitaria locale, ad essere in pericolo. Piuttosto è sull’aumento del monte ore che si gioca la partita per il personale “internalizzato”, rimasto al palo del part-time da quel lontano 2010. Data delle prime assunzioni che smantellavano il vecchio sistema degli appalti su cui, per anni, si è retta la gestione dei servizi di ausiliariato, pulizia, portierato e via dicendo. Fino alle recenti assunzioni provenienti dalla gestione del sistema informatico della Asl di Lecce.

La trattativa sindacale viaggia ancora su due binari paralleli, spaccando il fronte sindacale tra chi (come Usb) preme per l’individuazione di un numero di ore extra vicino alle 2mila e 500, e le altre sigle sindacali che ritengono primario procedere con la distribuzione delle ore ufficialmente individuate a marzo. Il calcolo derivante dai pensionamenti raggiunge appena le 1152: una manciata di euro in più, in busta paga. Che pure farebbero comodo ma non sono mai stati versati. Gli accordi sottoscritti il 5 marzo sono rimasti, infatti, lettera morta su carta.

Ora l’amministrazione di Sanitaservice intende correre ai ripari, a quanto pare, procedendo con la distribuzione del monte ore a partire dal 1° giugno. I criteri di riparto verranno fissati il 30 maggio,  nel corso di una doppia riunione con la delegazione trattante da un lato, ed i sindacati non firmatari di contratto dall’altro.

Ma le speranze di arrotondare il magro stipendio, arrivando ad aggiungere fino a 4 ore settimanali, non si sono mai spente per i lavoratori. Attori ed interpreti di clamorose proteste, come la recente occupazione del tetto del polo oncologico dell’ospedale “Vito Fazzi”. L’ultimo vertice tenuto a Bari, presso l’assessorato regionale alla Salute, ha tenuto in vita le loro speranze, concludendosi con i migliori propositi.  Proprio oggi, nel corso di un nuovo vertice a Bari,  la dirigenza medica leccese avrebbe dovuto presentare l’ultima proposta di incremento orario, fermo restando i vincoli di bilancio per la società in house.

Si era inizialmente parlato anche del possibile impiego di una parte del personale in lavori di manutenzione di fascia bassa. Un’ipotesi che ha destato non poche perplessità nel referente Fsi, Dario Cagnazzo: “Questa tipologia di mansioni ha ben poco a che vedere con la finalità di Sanitaservice e l’acquisto di servizi collaterali all’attività sanitaria, come può essere, invece, la gestione delle mense ospedaliere”.

La mancata convocazione odierna, peraltro monca di una motivazione ufficiale, ha mandato su tutte  le furie i sindacati Usb e Cisal che hanno indetto lo stato d’agitazione del personale, con contestuale presidio sotto i portoni dell’assessorato regionale. L’annullamento del vertice sindacale è stato letto come un “tradimento” degli impegni precedentemente assunti proprio dalla stessa Elena Gentile, assessore al ramo. Ma i dipendenti, nonostante l’esasperazione, non sono intenzionati a mollare la presa. E dalle 11 di questa mattina sono rimasti fiduciosamente in attesa di ricevere una convocazione.

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