Prestiti a strozzo a un imprenditore, rinviato a giudizio un dipendente Sgm

Fissata oggi la data del processo nei riguardi di Vito Baglivi, 52enne leccese. A partire dal 7 dicembre, dovrà difendersi dalle accuse di usura e di estorsione

LECCE - Si aprirà il 7 dicembre il processo nei riguardi di Vito Baglivi, 52enne leccese, dipendente di Sgm, accusato di aver “strozzato” un imprenditore edile al quale aveva prestato diverse somme di denaro e di averne preteso la restituzione facendo leva su nomi noti negli ambienti criminali. Usura ed estorsione, questi i reati per i quali il giudice Giulia Proto ha rinviato a giudizio l’uomo, al termine dell’udienza preliminare durante la quale la presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Francesca Conte.

Stando alle indagini condotte dalla Procura Antimafia, avviate proprio in seguito alla denuncia dell’imprenditore, Baglivi avrebbe preteso interessi usurai come corrispettivo del denaro prestato nella forma dello sconto di assegni. In particolare: su una somma di 2mila e 350 euro, si sarebbe fatto consegnare 3mila euro conseguendo interessi pari al 146 percento; a fronte di un prestito di 1950 euro, 2mila e 550 euro con un interesse del 190,35 percento; a fronte di 1550 euro avrebbe ricevuto 2mila euro con un tasso del 190 percento; a fronte di 1550 euro, l’importo di 2mila euro con un tasso di interesse del 173,72 percento; in corrispettivo di 1000 euro di sarebbe fatto consegnare 1.690 euro con un tasso del 94,26 percento; su 4mila, avrebbe ricevuto mensilmente, dal 30 maggio 2010 al 30 maggio del 2011, tra contanti e con un assegno, la somma di 950 euro 500 euro per il rinnovo del debito per un ammontare degli interessi pari al 149 percento.

Ma non finisce qui. Secondo l’accusa, Baglivi avrebbe minacciato l’imprenditore, sostenendo che i soldi prestati appartenessero a gente pericolosa che, infastidita della mancata restituzione, avrebbe potuto sparargli o costringerlo alla consegna di cambiali per 20mila e 800 euro in cambio di alcuni assegni pretesi in garanzia dei prestiti.

Queste le accuse che Baglivi avrà modo di respingere davanti ai giudici della seconda sezione penale nel processo in cui sarà difeso dall’avvocato Giovanni Battista Cervo.

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