Presunta aggressione ai danni dei suoceri, il 32enne arrestato respinge ogni accusa

Ha respinto ogni accusa Giovanni Mele, il 32enne arrestato ieri dagli agenti di polizia con l'accusa di aver aggredito i suoceri, minacciandoli anche con un coltello. L'uomo, assistilo dall'avvocato Salvatore Leone, è comparso dinanzi al gip Simona Panzera per l'udienza di convalida dell'arresto

LECCE – Ha respinto ogni accusa Giovanni Mele, il 32enne arrestato ieri dagli agenti di polizia con l’accusa di aver aggredito i suoceri, minacciandoli anche con un coltello. L’uomo, assistilo dall’avvocato Salvatore Leone, è comparso dinanzi al gip Simona Panzera per l’udienza di convalida dell’arresto. Al giudice Mele ha fornito una versione dei fatti ben diversa da quella dei suoi accusatori, spiegando di non aver mai brandito alcuna arama da taglio e di essere stato vittima di un’aggressione da parte del suocero, in evidente stato di alterazione. Il tutto per futili motivi.

La discussione, l’ennesima scoppiata in un contesto familiare complesso (mele vive con la moglie e i genitori di lei), sarebbe scoppiata per futili motivi. Il 32enne ha spiegato al gip di svolgere, contrariamente da quanto dichiarato dai suoi accusatori, regolare attività lavorativa di ambulante. Il gip ha convalidato gli arresti domiciliari (che l’uomo sta scontando presso l’abitazione dei genitori a Surbo), riservandosi di decidere sull’istanza di concessione di permesso lavorativo depositata dall’avvocato Leone.

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Gli agenti delle volanti sono intervenuti nel tardo pomeriggio di ieri, nell’abitazione della donna di 47 anni e del marito, un uomo di 52 anni. I due coniugi sono stati prima medicati dal personale della Croce Rossa italiana, poi accompagnati presso il pronto soccorso: dove è stat diagnosticata una prognosi di venti giorni. In sede di denuncia, le vittime hanno specificato che, già da tempo, erano sottoposti a continui maltrattamenti psicologici subiti in famiglia da parte del genero,  alcuni dei quali degenerati  in violenti percosse. 

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