Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Truffa su acquisto del Gallipoli calcio, condannato l'imprenditore D'Odorico

Il giudice monocratico Toriello ha inflitto una pena di 1 anno e 6 mesi per l'ex presidente del club, più una provvisionale di un milione di euro per Vincenzo Barba e il nipote Antonio. Il pm Mininni aveva invocato due anni

Il tribunale di Gallipoli.

 

GALLIPOLI – Arriva la condanna nell’ambito del processo nei confronti dell’ex presidente del Gallipoli calcio, Daniele D'Odorico imputato dal settembre del 2010 con l’accusa di truffa insieme al socio Cristoph Concina. Nella mattina di oggi dinnanzi al giudice monocratico del tribunale di Gallipoli, Michele Toriello, il pubblico ministero Stefania Mininni ha formulato le sue richieste. E per l’imprenditore friulano è stata chiesta la condanna a due anni per la vicenda legata all’acquisto della società giallorossa nell’estate 2009. L’imputazione è quella di truffa nei confronti della vecchia dirigenza gallipolina guidata dall’ex presidente Vincenzo Barba. Altri sette mesi di condanna sono stati chiesti dal pm per l’accusa di diffamazione da parte di D’Odorico nei confronti dell’imprenditore gallipolino. Nessuna condanna invece, anzi la richiesta di assoluzione, è giunta già dalla requisitoria del pm Mininni nei confronti del socio dell’imprenditore udinese, ovvero Cristoph Concina. 

Nel primo pomeriggio, la sentenza: per D'Odorico la condanna è stata di un anno e sei mesi, più una provvisionale di 1 milione di euro per Vincenzo Barba e il nipote Antonio. Per la diffamazione, invece, una sanzione di 500 euro. Assolto, invece, Concina. 

Secondo la ricostruzione dell’accusa, l'operazione di compravendita della società calcistica del Gallipoli calcio al termine del campionato che portò la squadra giallorossa in serie B, fu tutt'altro che cristallina. A mettere in moto l'inchiesta a carico di Daniele D'Odorico era stato proprio il suo predecessore, Vincenzo Barba, ritenuto insieme al nipote Antonio Barba, la presunta parte lesa nella trattativa milionaria per la cessione della società giallorossa. Suggellata da un contratto siglato l'11 agosto 2009, con il quale la cordata di D’Odorico si impegnava a versare all’ex patron Barba, 3 milioni, 115mila e 520 euro. Che gli ex dirigenti gallipolini hanno sempre asserito di non aver mai ricevuto. Ma non solo, ci sarebbe infatti una vicenda di tipo patrimoniale di cui i Barba non sarebbero stati edotti dall'imprenditore chiamato in giudizio. E cioè quella di aver taciuto la circostanza di avere due iscrizioni ipotecarie su altrettanti immobili, una risalente al 2005 ed una al 2009.

D'Odorico-2Ma neanche i termini contrattuali relativi al pagamento delle tranche per l’acquisto della società sarebbero stati onorati. Come quello del 15 settembre 2009, data entro la quale D'Odorico avrebbe dovuto depositare una garanzia fideiussoria. I Barba hanno lamentato anche di non aver ricevuto ben due pagamenti rateali: un primo di 500 mila euro, ed un secondo di un milione di euro, con scadenza prevista per il 30 dicembre 2009. E proprio il giorno dopo, la vigilia di Capodanno, Barba presentò un esposto in Procura, a firma dell'avvocato Andrea Sambati.

Un altro tassello dunque della dolorosa vicenda del fallimento del Gallipoli calcio che ancora oggi fa male al cuore dei tifosi giallorossi. I numeri di quell'odioso crack finanziario parlano chiaro: 4 milioni 533mila e 972 euro i debiti che la società giallorossa aveva accumulato fino al 30 aprile del 2010, oltre ad un altro precedente dell'ammontare di 904mila e 514 euro. Cifre da capogiro, che nel giugno dello stesso anno portarono lo stesso pubblico ministero Stefania Mininni a chiedere il fallimento del Gallipoli calcio. Richiesta contro la quale la società aveva presentato ricorso, ma invano. Fallimento decretato dalla sezione commerciale del Tribunale di Lecce il 26 luglio del 2010 e con la nomina del curatore fallimentare Luca Maggiulli. 

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