Presunte molestie a bagnino minorenne, al via il processo a docente leccese

Si è aperto dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, il processo a Cosimo Sergio Tafuro, il docente di scuola superiore accusato di violenza sessuale su un minore, per un presunto episodio avvenuto nell’estate del 2014, in località Frassanito. L’udienza è stata rinviata al 20 febbraio, data in cui è previsto l’ascolto dell’imputato

LECCE – Si è aperto dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, il processo a Cosimo Sergio Tafuro, il docente di scuola superiore accusato di violenza sessuale su un minore, per un presunto episodio avvenuto nell’estate del 2014, in località Frassanito. Dopo le cosiddette operazioni preliminari l’udienza è stata rinviata al 20 febbraio, data in cui è previsto l’ascolto dell’imputato.

Nei confronti del docente era stata eseguita una misura cautelare degli arresti domiciliari. Pochi giorni dopo il gip Giovanni Gallo aveva accolto l’istanza di scarcerazione presentata dal legale dell’uomo, l’avvocato Massimo Bellini. Nei suoi confronti era stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in alcuni giorni. La revoca si basa sulle dichiarazioni rilasciate dall’indagato in sede d’interrogatorio di garanzia, sulle lesioni riportate in un’aggressione di cui la parte offesa non fa fatto menzione e la necessità del 62enne di sottoporsi a cure mediche. A inizio gennaio l’uomo è tornato in libertà.

La presunta vittima, un ragazzo di 17 anni residente a Maglie, sarebbe stato adescato dall’anziano nel mese di luglio. Il giovane, bagnino presso uno stabilimento dei lidi di Otranto, sarebbe stato avvicinato dal 62enne il quale, dopo essersi denudato, avrebbe ricoperto il giovane di complimenti, per poi passare alle molestie e, per finire, ai palpeggiamenti. Vittima di un iniziale blocco emotivo, il giovane avrebbe poi ripreso coraggio e, dopo aver scansato il molestatore, si sarebbe allontanato dalla spiaggia.

Soltanto alcuni giorni dopo, superato lo stato d’agitazione, il 17enne avrebbe trovato la forza di raccontare quanto accaduto al mare ai propri genitori. Questi ultimi hanno immediatamente accompagnato il figlio presso la stazione dei carabinieri, per raccontare i dettagli dell'episodio e sporgere denuncia. Sono scattate subito le ricerche, e la raccolta di indizi e testimonianze. Da quei riscontri, e dall'elenco dei clienti dello stabilimento in cui si è verificato l'accaduto, gli investigatori hanno informato la magistratura. I militari dell’Arma, al termine della prima parte delle indagini, sono così risaliti all'identità del 62enne. Nei confronti del docente, era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare.

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Assai diversa la versione del docente, che ha parlato di un disguido e di totale infondatezza delle accuse. L’uomo, infatti, si sarebbe recato nel luogo dove l’accusa contesta i fatti con la moglie. Il 62enne ha dichiarato di non aver mai tentato alcun approccio con la presunta vittima, riferendo che il giorno dopo sarebbe stato anche malmenato dal 17enne e dal padre. Ipotesi suffragata da un certificato medico presentato dall’uomo. La difesa ha inoltre depositato alcune foto del 17enne, un giovane aitante e di corporatura muscolosa, a dispetto del presunto molestatore, gracile e ipovedente, coltre che molto più anziano. 

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