Cronaca

Presunti abusi commessi sulla figlia, finisce a processo un medico leccese

Dovrà difendersi dall'accusa più grave e infamante per un padre, quella di violenza sessuale continuata nei confronti della figlia. Protagonista di una presunta storia di abusi famigliari un medico leccese di 52 anni, imputato nel processo che si aprirà a maggio

LECCE – Dovrà difendersi dall’accusa più grave e infamante per un padre, quella di violenza sessuale continuata nei confronti della figlia. Protagonista di una presunta storia di abusi famigliari un medico leccese di 52 anni, imputato nel processo che si aprirà a maggio.  L’imputato è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare.

Il medico, assistito dagli avvocati Luigi e Roberto Rella, ha sempre respinto ogni accusa evidenziando come, a suo dire, sarebbe stata l’ex moglie, da cui è separato da anni e con cui ha in corso delle cause civili, a “strumentalizzare” le accuse nei suoi confronti. L'uomo ha più volte ripetuto di non aver mai abusato della figlia. Un caso controverso che dovrà essere acclarato in sede dibattimentale. 

A dare avvio alle indagini, infatti, è stata la denuncia presentata dalla madre della ragazzina, oggi 17enne, che avrebbe raccontato degli abusi alla nonna materna, mentre entrambe guardavano un servizio televisivo sul tragico caso di Sarah Scazzi. La presunta vittima è stata poi ascoltata in sede di incidente probatorio, in cui avrebbe confermato le accuse. Al termine dell'ascolto, avvenuto in presenza di uno psicologo ed uno psichiatra, la ragazza è stata ritenuta attendibile.

Gli episodi raccontati dettagliatamente dalla ragazzina sono molteplici. L'incubo sarebbe iniziato quando lei aveva soli 5 anni. Baci rubati, palpeggiamenti, ma anche abusi più difficili da confessare. Le violenze sarebbero state consumate sia nella casa dei nonni paterni, che nelle residenze del professionista.

Il professionista fu arrestato a dicembre del 2012 su ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta del pubblico ministero Carmen Ruggiero, titolare del procedimento. I genitori sono separati da tempo, ma nell'ordinanza il giudice escluse che le beghe legate alla separazione dei due possano aver influenzato la ragazza. L'imputato, infatti, era descritto come un soggetto incapace di controllare le proprie pulsioni sessuali. Una tesi avvalorata, secondo l'accusa, da altri due possibili casi di molestie che vedrebbero come protagonista il medico e che sono finite all'attenzione degli inquirenti. 

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