Presunti abusi al “Dolce Riva”, in 10 a processo. Tra questi due dirigenti comunali

Il giudice Simona Panzera ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio scaturita dall’inchiesta che nel dicembre 2017 portò al sequestro della struttura turistica, in località Grotta Monaca, a Otranto

OTRANTO - La battaglia giudiziaria sui presunti abusi edilizi nel “Dolce Riva”, in località Grotta Monaca, a Otranto, sequestrata il 12 dicembre del 2017, proseguirà dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Lecce. Lo ha deciso il giudice Simona Panzera, all’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta in mattinata per discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Roberta Licci (sostituita dal collega Massimiliano Carducci), fissando al 4 maggio la prima udienza del processo.

Saranno dieci gli imputati e tra questi, due responsabili del Comune accusati anche di abuso d’ufficio e falsità ideologica per aver rilasciato autorizzazioni e certificati ritenuti illegittimi: Emanuele Maria Maggiulli, 53enne residente a Muro Leccese, dell’ufficio tecnico, e Giuseppe Tondo, 66, di Otranto, dell’area Ambiente, protezione civile e pubblici spettacoli.

Oltre ai due funzionari, sott’accusa ci sono anche: il legale rappresentante della società (fino al 22 dicembre 2015) Anna Rita Vetruccio, 57, di Maglie ma residente a Otranto, affittuaria della struttura turistico-ricettiva e il suo successore Igor Cantoro, 30, di Poggiardo e residente a Otranto; il tecnico progettista e direttore dei lavori Mario Luigi Stefanelli, 65, residente a Otranto; e i comproprietari dei terreni Adriano Benedetto Provenzano, 56, di Milano, Fausto Provenzano, 59, di Milano; Silvia Milena Provenzano, 61, di Sondrio, Giuliana Provenzano, 85 anni, originaria di Matino ma residente a Lecce; l’avvocato Mario Luigi Provenzano, 55, di Matino, nelle vesti di procuratore.

A tutti sono contestati i reati di distruzione o deturpamento di bellezze naturali e di abusivismo edilizio, per quegli interventi finalizzati a realizzare uno stabilimento turistico-balneare di oltre 15mila e 700 metri quadrati dove poter svolgere anche attività di intrattenimento musicale, che sarebbero stati eseguiti in assenza delle opportune autorizzazioni. Ed è proprio sui permessi rilasciati che dovranno rispondere davanti ai giudici Tondo e Maggiulli, gli affittuari Vetruccio e Cantoro, e il tecnico progettista Stefanelli, accusati di abuso d’ufficio e falsità ideologica.

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A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Ivana Quarta, Mauro Finocchito, Luca Bruni, Giampaolo Salvatore e Cristiano Solinas, Antonio Quinto.

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