Presunti abusi edilizi nel lido dei vip “Twiga”, via al processo

Si è tenuta questa mattina la prima udienza sulla realizzazione della struttura destinata ai vip, sequestrata nel maggio 2017. I giudici hanno accolto la richiesta di oblazione avanzata da due imputati

Un'immagine particolare: i giudici, all'udienza di oggi, con le mascherine in volto.

OTRANTO – E’ iniziato questa mattina il processo sui presunti abusi edilizi per la realizzazione del lido destinato ai vip, in località Cerra, a Otranto. In seguito all’inchiesta giudiziaria sfociata nel sequestro, nel maggio 2017, la struttura non ha mai aperto e l’imprenditore Flavio Briatore ritirò il proprio marchio “Twiga”.

Sott’accusa ci sono Raffaele De Santis, legale rappresentante della società “Cerra” committente dei lavori, Pierpaolo Cariddi, attuale sindaco di Otranto e all'epoca dei fatti progettista e direttore dei lavori, e Emanuele Maggiulli, dirigente comunale dell’area tecnica. La prima udienza è durata pochi minuti, il tempo necessario al presidente del collegio Pietro Baffa di comunicare la decisione di accoglimento di oblazione avanzata dai primi due imputati: dovranno pagare una somma di 3.400 euro per ottenere l’estinzione di uno dei reati contestati, quello di violazione della normativa antisismica.

Le accuse più gravi sono quelle di abusi edilizi in zona vincolata, abuso d’ufficio in concorso e falso. Cariddi e De Santis rispondono anche di occupazione del demanio marittimo. A disporre il rinvio a giudizio era stato lo scorso novembre il gup Edoardo D’Ambrosio che, all’esito dell'udienza preliminare, accolse la costituzione di parte civile dell'associazione ambientalista Italia Nostra con l'avvocato Carlo Barone.

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La fase istruttoria entrerà nel vivo il 4 novembre, quando saranno ascoltati i primi testi indicati oggi dal pubblico ministero Roberta Licci: gli ufficiali di polizia provinciale, tra cui il comandante Antonio Arnò, e quelli di polizia giudiziaria che hanno svolto le indagini. A difendere gli imputati, gli avvocati Antonio Quinto, Antonio De Mauro, Adriano Tolomeo e Gianluca D’Oria.

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