Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Presunti abusi sulla nipote 13enne, pena ridotta in appello

Pena dimezzata in appello per un operaio 50enne di Taurisano, già condannato in primo grado a quattro anni di carcere per aver abusato della nipotina di soli 13 anni. In secondo grado l'uomo è stato condannato a due anni

 

LECCE – Una presunta storia di abusi e molestie sessuali che arriva dal basso Salento. Protagonista un operaio 50enne di Taurisano, già condannato in primo grado a quattro anni di carcere per aver abusato della nipotina di soli 13 anni. I giudici della Corte d'appello di Lecce, hanno dimezzato la pena nei confronti dell’imputato, riducendola a due anni.

Tutto sarebbe avvenuto in mare, mentre giocavano in acqua, in uno stabilimento balneare di Lido Marini, vicino a Ugento. La ragazzina era andata in spiaggia con lo zio e due cugine. Secondo la testimonianza di una di loro, l’imputato e la presunta vittima sarebbero rimasti soli per alcuni minuti. In quel breve lasso di tempo lo zio avrebbe allungato le mani sulla 13enne.

Nella successiva denuncia la ragazzina avrebbe descritto in maniera dettagliata gli atti sessuali e le molestie subiti dallo zio. Violenze confermate anche in sede di incidente probatorio in cui, però, il racconto della 13enne, non sarebbe stato completamente conforme a quanto scritto nella denuncia. La ragazzina all'epoca dei fatti, nel luglio del 2007, viveva in Svizzera con i genitori, che ogni estate, però, tornavano nel Salento per trascorrere le vacanze estive a casa dei parenti. Solo un anno più tardi, nel luglio del 2008, la piccola vittima si sarebbe decisa a denunciare l'accaduto, forse per paura di divenire nuovamente vittima dello zio. Il legale del 50enne, l’avvocato Walter Gravante, aveva chiesto l'assoluzione per il suo assistito e valuterà un eventuale ricorso in Cassazione.

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