Presunti illeciti nella gestione dell'Ateneo, condannato ex direttore Miccolis

Un anno e tre mesi, con pena sospesa, la condanna in primo grado per tentata induzione indebita a dare o promettere utilità

LECCE – Si è chiuso con una condanna a un anno e tre mesi il processo nei confronti di Emilio Miccolis, ex direttore generale dell'università del Salento, accusato di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione dell’Ateneo salentino, coordinata dal pubblico ministero Paola Guglielmi. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda seziona penale (presieduta da Roberto Tanisi), che hanno condannato l’imputato a risarcire le due parti civili con una provvisionale di 20mila euro. Si tratta di Tiziano Margiotta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, e Manfredi De Pascalis, assistito dall’avvocato Marcello Petrelli. I giudici, hanno anche stabilito l’interdizione dei pubblici uffici per la durata della pena, concedendo le la sospensione della stessa e la non menzione della condanna.

A dare avvio all’inchiesta, come detto, sono stati gli esposti presentati in Procura da due sindacalisti: Manfredi De Pascalis e Tiziano Margiotta, che hanno consegnato nelle mani dei magistrati documenti e registrazioni audio. La prima denuncia sporta da Tiziano Margiotta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, risale al mese di ottobre 2012. Ed i reati ipotizzati dal legale, che a sostegno della querela consegnò agli inquirenti tutto il materiale informatico raccolto, inizialmente comprendevano anche l’ingiuria e la minaccia.

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Dalle carte dell’inchiesta sarebbe emersa una gestione dell’Ateneo salentino basata sulle promesse di denaro e trasferimenti. Promesse e offerte per “piegare” i personaggi scomodi all’interna dell’Università. In altri casi, per chi si fosse rifiutato di cedere, la strada da percorrere era quella delle minacce e dei provvedimenti. Ipotesi avvalorate dagli inquirenti, che hanno passato al setaccio le registrazioni e le carte dell’inchiesta, tra cui i dati contenuti sui cellulari e sui pc in uso all’ex direttore. Miccolis ha sempre negato ogni imputazione, respingendo le accuse che gli sono state contestate.

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