Cronaca

Presunti prestiti a tassi usurari, perquisite abitazione e attività di un 55enne

Le indagini affidate alla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza, al comando del colonnello Francesco Mazzotta

LECCE – Muove i primi passi l'inchiesta su una complessa vicenda di usura che vede come presunto protagonista un 55enne di Leverano: Antonio Fanuli. Gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza, al comando del colonnello Francesco Mazzotta, hanno eseguito, su disposizione del sostituto procuratore Massimiliano Carducci, un decreto di perquisizione presso l'abitazione e l'attività commerciale dell'indagato a Leverano. Le fiamme gialle passeranno ora al setaccio il materiale sequestrato, alla ricerca di eventuali riscontri all’ipotesi accusatoria.

A dare avvio all’inchiesta la denuncia della presunta parte offesa, un 42enne di Leverano finito, a suo dire, in un presunto giro di prestiti a tassi usurari. Negli anni l’indagato avrebbe concesso al padre del 42enne piccoli presti in denaro, chiedendo come garanzia assegni intestati ai famigliari, con la promessa di restituirli al momento del pagamento delle somme. I prestiti sarebbero stati restituiti con tassi molto alti (ad esempio, per la concessione di un prestito di 30mila euro il 55enne ne avrebbe chiesti 50mila).

In questo vorticoso giro di prestiti, denaro e assegni in bianco, sarebbero stati consegnati a Fanuli due titoli di credito intestati al 42enne di Copertino. Nonostante il padre avesse saldato i debiti contratti, il 55enne nel maggio del 2016 avrebbe notificato alla presunta vittima un atto di precetto di poco più di 87mila euro e, circa un mese dopo, un atto di pignoramento immobiliare. Secondo quanto riportato nella denuncia, Fanuli avrebbe compilato in maniera arbitraria i due titoli di credito (per somme di circa 42mila e 37mila euro), senza che vi fosse alcuna giustificazione nella loro emissione. Un piano, sempre secondo la presunta vittima, ordito con un obiettivo ben preciso: impossessarsi dell’abitazione dell’uomo.

Saranno ora le indagini del nucleo di pg delle fiamme gialle, guidate da un ufficiale esperto e preparato come Mazzotta, a fare luce su questa complessa vicenda, trovando riscontri o confutando le accuse, di quello che, come amava definirlo l’ex procuratore Cataldo Motta, sembra un classico caso di usura della porta accanto. 

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